26/03/09

La quasi esistenza di Dio.

Be', se davvero starete leggendo queste righe all'interno di un mio futuro prossimo libro (cosa estremamente meno probabile del fatto che Dio - oltre a esistere davvero - lasci un commento a questo post) direi che sia giunto il momento di offrirvi qualcosa che vi ripaghi del prezzo di copertina.

Vi rivelerò insomma l'esistenza o non esistenza di Dio (la quasi esistenza, insomma) rispondendo a (quasi) tutte le più importanti domande esistenziali. Così potrete dire che avete letto un libro un po' noiosetto, ma dai contenuti di un certo livello.

Se invece il libro non dovesse mai essere stampato e vi limiterete a leggere queste cose sul mio inutile blog, be'... ancora meglio per voi: la roba che ho scritto resta sempre quella, ma non dovrete darmi nemmeno una lira.

La quasi esistenza di Dio.

DOMANDA ESISTENZIALE 1: come è nato l'Universo?

Versione esistenzialista/possibilista/religiosa/teleologica (da qui in poi soltanto VeEPRT, per fare prima): l'universo è stato creato da un'entità superiore, che ha dato origine al tutto. Anzi, Tutto maiuscolo, che è più melodrammatico. Resta il problema di chi ha creato questa identità superiore, apparentemente sbucata fuori dal nulla.

Magari potremmi dire che l'ha creata un'altra entità ancora più superiore della prima, e così via una dietro l'altra fino ad arrivare all'ultima, che effettivamente sarebbe il Dio ufficiale. Gli altri sono solo dei sottoposti e - se volete sapere una cosa un po' buffa - almeno un paio di loro sono atei.

Versione agnostica/atea/meccanicistica/razionalistica (da qui in poi VeAAMR): l'universo deriva da un uovo cosmico che, contenendo inizialmente tutta l'energia del creato (creato nel senso di esistente, non nel senso che qualcuno l'ha creato davvero) a un certo punto è scoppiato sparpagliando universo da tutte le parti.

Ci sarebbe da chiedersi da dove sbuchi fuori quest'uovo cosmico, che accidenti voglia significare che l'energia era tutta concentrata e - tanto per essere pignoli - che cosa c'era prima.

La risposta è che il tempo è nato col Big Bang, per cui non abbiamo bisogno di inventarci (volevo dire: studiare) una situazione antecedente, che evidentemente non c'è mai stata.

DOMANDA ESISTENZIALE NUMERO 2:
come è nata la vita?

VeEPRT: Dio ha creato la vita, perché gli andava di farlo. Tra l'altro, oggi come oggi molte religioni accettano anche l'evoluzionismo, per cui ci hanno fregato su tutta la linea.

VeAAMR: la vita si è creata, per caso, da un brodo primordiale. Poi per caso la vita ha deciso di autoreplicarsi, e sempre per caso è uscito fuori il DNA. Una serie di eventi casuali ha portato alla formazione di esseri via via più complessi, che per caso hanno tirato fuori noi.

Dopo un altro po', per caso, io ho scritto questa roba. Poi voi ve la siete ritrovata tra le mani e sempre magari per caso ve la state anche leggendo: in questo caso (solo l'ennesimo della catena) credo che - oltre che di semplice casualità - si possa parlare apertamente di sfiga.

DOMANDA ESISTENZIALE NUMERO 3: No, senti, davvero: come è nata la vita?

VeEPRT: tante religioni parlano di situazioni particolari che, alla lunga, hanno portato a una specie di equilibrio cosmico per cui la vita esisterebbe come parte di un meccanismo molto più complesso. Insomma, sceglietevi una religione e poi chiedete a loro!

VeAAMR: il fatto che un evento casuale sia molto improbabile non significa che questo non sia possibile, e il tutto si risolve col non-paradosso (non so come altro dirlo) che - se l'evento vita non si fosse verificato - noi come esseri umani non potremmo essere qui a verificarne l'effettiva improbabilità.

E qui nessuno si sta arrampicando sugli specchi: tra l'altro non ve l'avevamo detto, ma esistono infiniti universi tra cui - ovviamente - anche quello in cui esistiamo noi. E il problema è risolto.

Il resto delle domande esistenziali ce l'avrete la prossima volta, che se no il post non finisce più!

Simone

9 commenti:

CyberLuke ha detto...

Discorso lungo e complesso quanto interessante.
Probabilmente, non ne verremo mai a capo.
Nessuna delle due parti ha prove inconfutabili, quindi facciamocene una ragione... tanto vale chiedersi se è più forte Hulk o la Cosa.

Gloutchov ha detto...

Asimov scrisse un racconto (L'ultima domanda (in pdf)) dove trovano risposta tutti i dubbi che hai indicato in questo post.

Trama

La storia narra dell'evoluzione di un computer chiamato Multivac e del suo rapporto con l'umanità, spiegato attraverso sette diverse ambientazioni storico-temporali. La prima si svolge nell'anno 2061. In ognuna delle prime sei ambientazioni uno dei personaggi pone al computer una domanda, cioè come si possa affrontare la minaccia alla sopravvivenza umana a causa della morte termica dell'universo. Così come gli stessi personaggi della storia riconoscono, la domanda è equivalente a dire: "Può la seconda legge della termodinamica essere invertita?". Ogni volta il computer si trova nell'impossibilità di rispondere, affermando di avere "dati insufficienti per una risposta significativa".

Nelle ultime scene, i discendenti dell'umanità, esseri quasi divini, osservano l'universo mentre sta per raggiungere lo stato di morte termica e fanno ad AC Cosmico (discendente di MultivAC) la domanda per l'ultima volta. L'AC Cosmico è ancora incapace di rispondere, ma, anche dopo la morte termica dell'universo, continua a cercare di dare una risposta: AC esiste infatti ancora nell'iperspazio, fuori dal tempo e dallo spazio convenzionale. Finalmente, l'AC Cosmico scopre la risposta, ma non ha nessuno cui poterla riferire. Decide allora di attuare ciò che ha scoperto e di invertire l'entropia, creando un nuovo universo. Il racconto si conclude con la frase di AC SIA LA LUCE! E luce fu...

^_^

Simone ha detto...

Cyber: ahaha... comunque è più forte Hulk.

Glauco: lo conoscevo, è una di quelle cose che leggi a 10 anni e ti traviano l'esistenza ^^.

Comunque l'hai spoilerato un po' tutto, adesso non se lo legge più nessuno!

Bello anche il racconto sulle stelle, credo sempre nello stesso libro di Asimov. Quello non lo spoilero, ed è bellissimo.

Simone

Sauro ha detto...

In effetti, quello che un po' mi immagino io, è che il big bang sparge, come dici tu, lìuniverso dappertutto, il quale continua ad allontanarsi dall'esplosione per milioni, miliardi di anni, poi, tutt'un tratto, cosmicamente parlando, rallenta, si ferma e comincia a tornare verso il punto di partenza ricompattandosi.
Ma l'energia generata dallo scontro di tutte le parti dell'universo che ricade su se stesso, ricrea una nuova esplosione che lo risparge dappertutto.

Oppure non siamo altro che un atomo sulla schiena di una pulce cosmica sul pelo di un coyote spaziale, su un pianeta alieno remotissimo ... :D

Simone ha detto...

Sauro: quella è una teoria (il big crush). Però davvero nella pratica c'è sempre qualcosa che non mi torna, senza contare discontinuità spazio/temporali date dalla massa che si concentra e "sconcentra".

Poi ogni giorno uno se ne inventa una ^^.

Simone

Dio ha detto...

Queste non sono di certo delle risposte, sono solo delle osservazioni insulse. Non rivelano né la presunta (quasi) esistenza di Dio, né qualsiasi altra cosa si possa avvicinare ad una vera risposta.

Simone ha detto...

Dio: effettivamente... però già che hai commentato per davvero direi che non è andata male ^^.

Simone

Anonimo ha detto...

simone:sono daccordo con te ho letto quel racconto di asimov e mi ha fatto venire una caga pazzesca(ho 13 anni)c'è prima vivevo tranquillo per i fatti miei poi arriva questo e mi travia l'esistenza facendomi vnire una caga di dio e ponendomi davanti la possibilità che dio non sia altro che una macchina (di dubbia esistenza)non ci capisco più niente...

Simone ha detto...

Anonimo: be' stai pure tranquillo, perché sinceramente dubito che Dio sia una specie di supercomputer. E se anche così fosse, rimane da chiedersi il computer chi lo ha fatto.

Simone