15/12/14

Crocetta e delizia.

Mi mancavano i Kg di fogli da imparare a memoria. No.
Il tirocinio dal medico di base prosegue alla grande: direi che andiamo abbastanza d'accordo, il lavoro non è troppo pesante, vedere qualche posto che non sia sempre il solito ospedale mi piace, e c'è anche tempo di fare altro nel corso della giornata.

Altro come andare in pronto soccorso, tentare di avere una vita privata, mangiare e dormire... o come fare quelle cavolo di domande a crocette per l'esame di Stato.

Del pronto soccorso ho parlato 10 milioni di volte, ed è poco utile stare qui a ripetere le stesse cose. Diciamo solo che ultimamente frequento un pochino di più la parte destinata ai pazienti "chirurgici", e tra suture, medicazioni, ecografie addominali e altre cose inquietanti nelle quali sto facendo pratica devo dire che mi sta piacendo abbastanza.

Che pare brutto dire che uno va in ospedale e che gli piace, lo so. Però tant'è è così, e vi ho parlato 10 milioni di volte anche di questo.

Le domande a crocette - invece - mi piacciono pochinino meno. Un pochinino tanto.

La prova scritta dell'esame di stato consisterà in 2 prove scritte (eh!) di 90 quesiti ciascuna. I 90 + 90 = 180 quesiti saranno estratti da un elenco di 7500 domande... e per cui cosa bisogna fare è abbastanza intuibile e presto detto.

Bisogna esercitarsi sulle domande a crocette, con tempo circa una quarantina di giorni. 7500/40 sono più o meno 200 domande al giorno da fare se si vuole leggerne ognuna almeno una volta. 400 al giorno sono circa 2 letture. 600 al giorno invece sono 3 e così via dicendo.

Considerando che la buona maggioranza delle domande sono assurde, dubbie, strane, basate su superflue nozioni che nessuna persona sana ricorderebbe, perse nell'oblio dei primi anni di medicina o apertamente sbagliate, diciamo che - nella verosimile idea di voler superare l'esame e abilitarsi - più volte uno le ripete e meglio è.

E così le mie attuali giornate passano tra reparti, studi medici, spostamenti nel traffico tra un posto e l'altro e soprattutto tra crocette, crocette e altre crocette.

Che l'altro giorno c'era una specie di convegno di cardiologia, dove presentavano tutte le importanti ultime novità. Ma non ci sono potuto andare, che c'avevo da fa' le crocette.

Poi tipo mi dicono "dai vieni al seminario su questo e quest'altro aspetto delle mutazioni microsomiali". E qui le crocette sono una bella scusa e una grande salvata... ma insomma: se pure volevo andarci, non potevo.

Oppure magari tutti i miei amici chirurghi del pronto soccorso si stanno preparando a fare l'esame ACLS sulle aritmie e sull'arresto cardiaco. E io vorrei prendere l'occasione di studiarmi quelle cose un po' con loro... ma studiare cose utili toglie tempo a imparare crocette a memoria sulla fosforilazione ossidativa, sulla trasmissione degli impulsi elettrici o sulle proprietà di composti chimici diversi ma dai nomi quasi uguali. Per cui, insomma: non si può.

Le giornate vanno avanti a questo modo, in attesa che passino Natale, capodanno, il prossimo tirocinio (questa volta un reparto chirurgico) e che si passi pure l'esame finale. Poi dopo avrò più tempo per studiare finalmente qualcosa che potrebbe anche interessare un po' anche a me. O - per lo meno - speriamo.

Simone

03/12/14

Tutto (quasi) nuovo.

Sì ma mo' non iniziate a rompermi che "era meglio the wall".
Vi ricordate il lettore e-ink, quello di cui parlavo con malriposto entusiasmo circa un miliardo di aggiornamenti fa?

Oggi - dopo anni passati a prendere la polvere sulla scrivania - ho deciso di ritirarlo fuori.

Installo il software aggiornato, collego tutto... e insomma: viene fuori che mi manca non so che cacchio di DRM della Adobe, e non posso leggere nemmeno i PDF scritti da me.

Reitero la cosa, che non so se è chiaro: la Sony e la Adobe non vogliono che io mi legga tranquillo nemmeno un accidenti di libro del piffero CHE HO SCRITTO IO. Vi pare tollerabile, sta cosa qua?!

Non me ne frega niente che ci sarà il modo o il sistema per registrarsi e avere tutto di nuovo funzionante: per quanto mi riguarda, l'esperienza con gli e-ink è finita. Tra leggere un ebook su quei cosi e fare altre 100 milioni di cose con il tablet ha vinto - a mani basse - il tablet, e se voglio leggere un testo magari mi si stancheranno un po' di più gli occhi ma chissene frega.

Tra l'altro, i testi a colori e con immagini si leggono comunque immensamente meglio sull'ipad... che tra l'altro - e stranamente, per essere Apple - i miei personali libri autoprodotti, li legge senza rompere le palle.

Altra novità: ho finito il tirocinio a radiologia d'urgenza, e ho iniziato il tirocinio dal medico di base.

Novità delle novità: il medico di base ha trovato il mio blog. Quando ci siamo incontrati mi ha detto che sapeva già che ero ingegnere e tutto l'ambaradam, e probabilmente starà leggendo anche questo post. Per cui, insomma: salve dottore! Ci vediamo domani a studio.

Ultima cosa di cui volevo informarvi: ho comprato un disco nuovo. Non proprio nuovissimo, ma nuovino. Quasi.

Si intitola tipo "the dark side of the moon", di un gruppetto chiamato "I Pink Floyd". È uscito giusto una quarantina d'anni fa, e insomma era un po' che volevo prenderlo... ma dovendo studiare e tutto il resto non avevo mai il tempo.

Non so perché ve ne parlo o se possa davvero fregargliene qualcosa a qualcuno. Ma se scrivo "dark side of the moon" più volte sul blog magari con google qualche visitatore in più arriva... che da un po' di tempo a questa parte siamo un po' calati :)

In ogni caso, sì, un buon disco. Sono ragazzi e devono fare un po' di pratica, ma matureranno e si formeranno. Col tempo. E sono curioso di sapere che cosa faranno dopo.

Per il resto, a parte che è tutto quasi nuovo, le cose sono più o meno quasi le stesse: sto proseguendo il tirocinio per l'esame di stato. Nel tempo "libero" vado in pronto soccorso, dove ormai conosco un po' tutti: chirurghi, internisti, e ora pure i radiologi.

Fanno tutti un po' gruppetto a loro, mentre il mio ruolo di "esterno" lì dentro diventa sempre più misterioso. Passo da una sutura a una tachicardia sopraventricolare a un'ecografia, correndo dietro ai pazienti che mi sembrano più interessanti... ma io, alla fine, ci lavorerò per davvero mai lì dentro? E che razza di medico sarò, e in che ruolo? Non ne ho, sinceramente, idea.

Riguardo al master in medicina d'urgenza, sono scaduti i termini del bando per cui a breve dovremmo avere notizie.

Ok. Un po' a spizzichi e bocconi penso di aver detto (quasi) tutto. Se no si vede che dovrò riaggiornarvi a breve per le ultime - quasi - novità che mi ero scordato... sperando che non vi dispiaccia di leggermi un po' più spesso.

Simone

25/11/14

La medicina che non mi piace.

Quello in alto a sinistra - forse - è all'arancia.
Non mi piace la medicina troppo pratica:

Quelli che mettono le mani da tutte le parti. Sanno tagliare e cucire, avviano interventi, ordinano esami e terapie.

Ma poi prescrivono farmaci vecchi, non conoscono i meccanismi d'azione, il lavoro dei colleghi gli pare ostrogoto e degli strumenti moderni lasciano che se ne occupino gli altri.

In che momento decidi che quello che sai è abbastanza, e non impari più? Per me, è sempre troppo presto.

Non mi piace la medicina di chi sa tutto di tutto, con nomi pazzeschi e descrizioni che per capirci qualcosa ci vuole la Treccani.

Dottori che conoscono tutti gli studi dell'ultimo farmaco, sanno ogni effetto collaterale, scrivono lettere di dimissioni che parono un tomo di Dostoevsky e se gli chiedi qualcosa ti sembra sempre di essere stupido.

Poi però passano più tempo a scrivere che a seguire i pazienti. Toccare qualcuno gli fa un po' senso. Applicano linee guida come geometri in Comune, anche quando l'esito è già scritto e la terapia non servirà a nulla.

Oltre a queste, non mi piace la medicina dei burocrati. Non mi piacciono i medici che non hanno pazienti, che istruiscono il mondo sul giornale o che scrivono in avvocatese.

Non mi piace chi cura la gente sana. Chi vende un prodotto, chi medicalizzerebbe ogni cosa, chi "intanto prendilo, che male non fa".

Ci sono tante medicine che non mi piacciono, questo ho scoperto in un paio d'anni da aureando e neo-laureato. È solo quella che piace a me che ancora - forse - non ce l'ho tanto ben chiara.

Simone

17/11/14

Il momento presente.

Tra un po' avremo tutti questo... anche se io lo vorrei subito.
Ora che non ho più esami da dare (a parte quello per l'abilitazione... ma sarà a Febbraio), che non ci sono lezioni da seguire, niente nuove materie, nessun problema con la tesi e quant'altro, non è che ci sia moltissimo da dire su università, lauree e medicina in generale.

Anche come dottore neolaureato c'è poco da raccontare: in fin dei conti non è che possa ancora esercitare davvero, e le varie esperienze in reparto - per quanto non siano mancati i momenti impegnativi - si assomigliano un po' a quelle di cui scrivevo prima, sull'altro blog.

Insomma se non sto scrivendo spessissimo, pur cercando di fare almeno un aggiornamento a settimana, è anche perché il periodo subito dopo la laurea è un momento un po' di stallo, e di grosse cose da dover subito mettere giù per informare chi mi legge non è che ce ne siano.

Comunque sia sto continuando a frequentare radiologia d'urgenza. Allo stesso tempo faccio anche i soliti turni in pronto soccorso come ho sempre fatto, e anche solo per poche ore vado comunque in ospedale praticamente tutti i giorni.

C'è da dire che questo tirocinio è un'esperienza che mi sta piacendo molto. Sto facendo molta pratica con l'ecografia, e a forza di guardare i referti dei radiologi sto anche imparando qualcosa di più su RX, TAC e quant'altro.

Credo che il rapporto con la diagnostica per immagini - per un medico NON radiologo - sia piuttosto complicato: se da un lato infatti è bene cercare di capire da soli cosa ci "dicono" i diversi esami ai quali sottoponiamo i nostri pazienti, dall'altro lato metodiche come la TAC o la Risonanza Magnetica possono fornire una quantità di informazioni e dettagli così elevata che rimane importante affidarsi a uno specialista esperto, e sentire prima di tutto che cosa ne pensa lui.

Credo che affidandosi troppo al radiologo (ma vale per qualunque altro specialista) si finisca per diventare una specie di scartabellatore che spedisce i pazienti a destra e sinistra, collezionando referti e risultati di esami fatti da altri.

Volendo però essere troppo indipendenti, al contrario, si rischia di spingersi in campi dove la nostra esperienza è per forza di cose più limitata, finendo insomma con lo strafare e facendo la parte di quello che vuol fare tutto, ma che alla fine non è esperto di niente.

Un equilibrio difficile, dunque, che nel corso dei prossimi anni dovrò imparare a gestire.

Per quanto riguarda l'ecografia, invece, credo che ormai (quasi) tutti i nuovi medici dovranno imparare a gestirla da soli. Un po' perché ha un campo di applicazione talmente vasto da includere praticamente tutte le specialità. Un po' perché è uno strumento che può darci informazioni in maniera talmente rapida ed efficace, che sottovalutarlo o delegarlo esclusivamente ad altri sarebbe sbagliato.

Oltre a questo, tra una decina d'anni - o anche meno - ci saranno ecografi talmente piccoli ed economici che sarà semplicemente un limite quello di non saperli utilizzare... che poi in realtà anche adesso questi mini ecografi già ci sono, ma costano ancora un po' troppo.

Insomma, riassumiamo: il tirocinio sta andando alla grande. Mi piace la radiologia, ma non credo che sarà la mia strada. Mi piace l'ecografia, e penso che continuerò ad approfondirla.

E come ho detto sto continuando a fare un sacco di pronto soccorso, e se sarà o non sarà questo il mio futuro - tutto sommato - ancora non lo so. Ma di sicuro, possiamo dire che è il mio presente :)

Simone

09/11/14

Il tirocinio a Radiologia d'urgenza.

Ci ho messo una settimana a capire cosa vuol dire la "R".
Una settimana fa sono iniziati i tirocini per l'esame di Stato.

Il primo mese lo sto facendo a radiologia d'urgenza, e devo ammettere che mi sto trovando benissimo: sempre in pronto soccorso, ma lontano dal caos dei box e delle varie corsie, sto sfruttando l'occasione per guardare un sacco di immagini e per provare a capirci qualcosa.

Certamente non farò il radiologo (anche se un pensierino ce l'ho mezzo fatto :) ma penso che un qualunque dottore dovrebbe saper guardare una radiografia, una TAC o una risonanza magnetica facendosi almeno una mezza idea di quello che sta vedendo.

Poi ovvio che i radiologi sono un bel passo avanti e che è importante affidarsi comunque anche a loro. Capita alle volte che nelle immagini ci siano particolari davvero impercettibili, e magari dopo che leggi il referto o te lo dicono vedi anche tu un sacco di cose... ma senza un occhio con anni di esperienza personalmente trovo che sia molto difficile andare oltre alle cose più evidenti.

Al momento insomma vado in pronto soccorso. Scendo giù in radiologia, e seguo la refertazione degli esami già fatti cercando un po' di "rubare" i segreti del mestiere. Quando non ci sono immagini nuove - invece - mi metto lì e mi riguardo un po' di quelle vecchie, leggendo i referti che hanno scritto.

Un po' come una Settimana Enigmistica in versione radiologica, provo a indovinare cosa c'è o cosa non c'è in quello che vedo, e poi vado a leggermi la "soluzione" per scoprire se ci ho preso oppure no.

Sulle immagini dell'encefalo e sulle radiografie del torace diciamo che me la cavo benino, che comunque in pronto soccorso ne ho viste già tante anche prima. Su altre immagini me la cavo un po' meno... e sulle fratture o sullo scheletro in generale invece andiamo malissimo.

Per riconoscere una fratturina magari in una zona della radiografia dove si distingue poco, bisogna prima di tutto conoscere bene come dovrebbe essere l'immagine - diciamo - normale. Poi bisogna conoscere le fratture tipiche, sapendo dove andarle a cercare. E poi ci si deve barcamenare con l'anatomia propria del paziente e su come è stato realizzato l'esame, che non sempre corrispondono proprio esattamente a quello che trovi sui libri.

Insomma: fare il radiologo è difficile, ed è una professione con un sacco di responsabilità. Direi che se da un lato può essere meno faticoso lavorare più sulle immagini e meno direttamente sui pazienti, dall'altro lato c'è questa cosa che - rispetto ad altre specializzazioni - non è che puoi permetterti più di tanto di non essere assolutamente sicuro di quello che fai e che dici.

La cosa migliore, comunque, sono i radiologi del reparto con i quali mi trovo davvero benissimo. Ho incontrato persone gentili, disposte a spiegare quello che stanno facendo, e le ore che passo lì non mi pesano per niente.

Penso davvero che alla fine di questo mese avrò imparato qualcosina. Poi il mese prossimo toccherà al medico di base, e infine a gennaio a un reparto di chirurgia... ma di quelli - ovviamente - parleremo più avanti.

Simone

03/11/14

Il ri-concorso di specializzazione.

Il vincitore di questo concorso.
Notizia di questi giorni: il concorso di specializzazione al quale hanno partecipato 12000 medici (e non STUDENTI, come scrivono i giornali!) verrà probabilmente annullato.

O ripetuto. In tutto o in parte. Non si sa, e non si è capito - ancora - niente.

Quello che mi viene da dire, da neo-laureato in medicina, sono un po' di considerazioni mie personali che magari interesseranno a pochi... ma comunque riporto qui:

Intanto - per chi me lo chiedeva - io non ho partecipato al concorso.

Devo ancora abilitarmi, e senza abilitazione non si poteva partecipare. E già qui un po' mi scoccia: che se davvero l'esame di Stato significasse chissa cosa ci potrei pure stare. Ma per come funziona ora è solo successo che un intoppo burocratico, l'ennesimo intoppo burocratico di un mondo fatto di burocrazia e di intoppi, mi ha impedito di partecipare a un evento che avrebbe potuto al contrario avere un peso nella mia vita reale.

Ma va bene: io la specializzazione nemmeno tanto la volevo fare, ricordate? E infatti ho già pagato la quota per la selezione del master... ma insomma di questo riparleremo. Comunque sia, è andata così: 5000 borse, 12000 candidati, e un concorso che non si sa come andrà a finire.

Di sicuro ricorreranno tante di quelle persone da fare felici e contenti metà degli avvocati nostrani. Che se già se il concorso fosse andato bene c'era già chi avrebbe ricorso a prescindere o per la storia dei "titoli" che potevano variare da ateneo ad ateneo... ma adesso insomma chiunque non entrerà si sentirà quasi autorizzato a ricorrere per antrare lo stesso.

Per cui, le soluzioni - almeno a mio avviso - saranno 3:

O il concorso prosegue così com'è, e entrerà chi vincerà e dovrà entrare. Ma davvero pensiamo che nessuno si lamenterà e la cosa andrà bene a tutti? Mi pare molto diffcile.

O fanno entrare alla fine più o meno quasi tutti... con somma tragedia per chi - come me - il concorso avrebbe dovuto farlo (o non farlo) dopo. Visto che questo "dopo" potrebbe voler dire molto più tardi del previsto, e con molti meno posti a disposizione. In fin dei conti i soldi delle borse per i ricorsisti da qualche parte devono uscire... e la via più semplice potrebbe essere quella di tagliare sui concorsi futuri.

Oppure (terza opzione) a forza di ricorsi decideranno che il concorso andrà invalidato del tutto e amen: chi s'è visto s'è visto. In questo modo ci saranno sì meno tagli per i concorsi futuri, ma ci saranno persone ormai in attesa di entrare in specializzazione da anni e si formerà una sorta di ingorgo di medici laureati in cerca di borsa di specializzazione.

Io di sicuro sono dispiaciuto per i colleghi che vivono questa situazione assurda, che si ripercuoterà inevitabilmente anche su di me. Tuttavia rimango ottimista: sto continuando a fare tanta pratica, il master andrà alla grande e con o senza specializzazione penso che sarò abbastanza capace da trovarmi comunque un mio spazio.

Ma alla fine della fiera, resta comunque un po' di amarezza: stiamo qui con la nostra laurea in medicina bella fresca e fiammante, ma con ancora più incertezza di non sapere cosa sarà del nostro futuro... che se è brutto per uno di 25 anni appena laureato, è ancora più brutto per uno di 39 come me.

Simone

29/10/14

Il dottore emergente.

Un bel kit per iniziare a far pratica...
Visto che me lo chiedono in tanti, e visto che certi messaggi che mi arrivano sembrano più adatti a un funerale che a una laurea, direi che è giunto il momento di dire due parole su cosa ho combinato in questi ultimi mesi.

Insomma dopo la (seconda) laurea (in medicina) a fine Luglio, me ne sono andato in vacanza.

Vacanza per davvero. 3 settimane piene senza ospedali, libri, medicinali o altro. Senza nemmeno blog e twitter e rotture varie: finito quello che dovevo fare, ho staccato completamente con tutto, e ciao.


Finito un percorso ne inizia però subito uno nuovo, e insieme a vacanze e relax c'è stata anche un po' di sensazione di "adesso che cavolo faccio?"... che del resto mi pare anche giusta e inevitabile. In fin dei conti l'università è anche un bel rifugio e un bel modo per dire, e dirsi, che sì: sto facendo questo. Sono super-impegnato e va tutto bene. Poi l'università finisce, e devi affrontare la realtà e la vita "fuori", che di sicuro non sono rimaste ad aspettare.

Concluse le vacanze ho ripreso a frequentare in ospedale, in attesa dell'inizio dei tirocini per l'abilitazione.

Principalmente frequento l'area medica del pronto soccorso. Però vado spesso pure nell'area chirurgica (ho imparato a mettere punti semplici su ferite che guarirebbero da sole, yuhuu!!!) e pure ogni tanto mi faccio qualche turno in reparto coi pazienti ricoverati.

Dipende insomma un po' da cosa fa il tutor a cui sono affidato (sempre lo stesso da 2 anni a questa parte: un santo!) e a seconda se quando mi affaccio in medicina o chirurgia trovo qualche medico che conosco oppure no.

La mia frequenza del pronto soccorso è all'incirca tutti i giorni, notti e feriali inclusi, per un totale di 30-40 ore a settimana. Praticamente un lavoro, e praticamente la dimostrazione del fatto che - appena laureato - un dottore si ritrova senza veramente una mazza da fare per riempire le proprie giornate.

Frequentare l'ospedale da medico laureato è un po' diverso rispetto a farlo da studente: principalmente quando mi chiamano "dottore" non posso più rispondergli che "non sono laureato", e filarmela. Inizio ad avere un pochino più di sicurezza, ma quando non so qualcosa che dovrei sapere oppure faccio qualche casino mi sento - al contrario - particolarmente incapace.

E ok, visto? Non ho scritto molto in questi mesi, ma non è che ci fosse chissà che cosa da dire.

La prossima settimana iniziano i tirocini per l'esame di stato. Il primo mese lo faccio insieme ai radiologi che lavorano (anche) in pronto soccorso, e penso che potrebbe essere una buona occasione per migliorare nell'ecografia e nella lettura delle varie immagini.

Poi mi toccheranno un reparto chirurgico e un medico di base, con esame finale - invece - a febbraio.

Sto infine preparando i moduli per fare la domanda per il master in medicina d'urgenza che vorrei fare il prossimo anno... mentre per la specializzazione (lo so che me lo chiederete a milioni) resto dell'idea di non volerla fare, anche se probabilmente andrò comunque a provare il concorso. Anche se non si sa ancora nemmeno quando si terrà.

Simone