23/03/15

Poche notizie, buone notizie?

E intanto butto anche soldi per libri agghiaccianti.
Scusate se è un po' che non mi faccio sentire.

Volevo dedicare un post alla conferma dell'iscrizione all'albo, solo che ancora non è avvenuta. Per cui ad aspettare un altro po' il dominio scadeva, la gente iniziava a darmi per disperso e perdevo pure i pochi lettori che mi sono rimasti.

Per voler essere proprio un tantinino quasi polemici, da dopo la laurea ho pagato esame di stato, iscrizione all'ordine, dovrò pagarmi previdenza, assicurazione, master e corsi vari obbligatori... e tutt'ora dalla laurea a Luglio non posso ancora nemmeno esercitare.

E insomma, poi non è che per fare qualsiasi altro lavoro non si debba pagare o non ci siano rotture di palle. È un po' una cosa che ormai vale per tutti, e stare qui a lamentarsi dell'ovvio mi pare pure un po' inutile. Per cui, passiamo oltre.

Per il resto proseguo il tirocinio, proseguo il master, ho comprato un libro per la preparazione del concorso di specializzazione e ho iniziato a frequentare l'ambulatorio di cardiologia per cercare di imparare un po' meglio a fare le ecocardiografie.

In realtà in ambulatorio sono stato una sola volta. Che un po' non ho avuto tanto tempo, e un po' vorrei migliorare negli ecocardio ma non è che sia la cosa che mi appassiona più di tutte al mondo in assoluto.

Però, insomma: potremmo dire che almeno questa era una novità, e che valeva la pena aggiornare il blog almeno per dirvelo? Mah, non lo so. L'iscrizione all'albo sarebbe stata meglio.

Diciamo che ormai ci siamo quasi. Per cui sarà - spero - per la prossima volta.

Simone



10/03/15

Un po' (quasi) confuso.

Ecco: io la vedo - più o meno - così.
Ha detto bene uno dei commentatori allo scorso post (Raffaele): ma tu non eri per non fare la specializzazione?

In effetti il discorso dell'ultima volta sembrerebbe indicare una mia decisione di specializzarmi. O per lo meno la volontà, ecco.

Mentre tante altre volte avevo detto di voler lavorare come medico senza cercare di entrare in specializzazione prima.

Il fatto insomma è che sono abbastanza sul confuso spinto.

In pronto soccorso vado sempre, ma oltre a frequentare la parte di medicina d'urgenza frequento anche la chirurgia, un pochino anche i radiologi e - quando c'è l'occasione - il triage. Insomma mi piace molto l'ambiente del DEA, ma non riesco più di tanto a inquadrarmi dentro una branca in particolare.

Ho la sensazione di aver imparato - e di stare imparando - un'infinità di cose, ma poi mi domando: e dopo? Cioè, a cosa mi serve saper fare un po' di tutto, se poi non c'è un posto dove mettere questo un po' di tutto in pratica?

Che poi finché si tratta di dare una mano o di seguire i pazienti per conto di qualcun altro è tutto facile. Ma l'idea di ritrovarmi di punto in bianco a fare tutto da solo e ad avere tutte le responsabilità un po' mi spaventa, e un po' penso semplicemente di non esserne ancora in grado.

Ci sono persone che appena laureate prendono e fanno guardie, salgono in ambulanza, fanno sostituzioni... ma, bo'?! Saranno dei geni loro.

Io credo di aver bisogno di una "via di mezzo" tra il non aver alcun ruolo, e l'essere il primo in carica. Quello spazio che in linea di massima viene attribuito insomma agli specializzandi, e che appunto è una sorta di ponte tra l'essere studente e l'essere un professionista indipendente in tutto e per tutto.

Ma come dico sempre, l'idea della specializzazione è poco allettante.

Entrare a medicina d'urgenza è difficilissimo per via dei pochi posti. Le chirurgie sono più abbordabili, ma dovrei quasi sicuramente andare in un'altra città e di finire 5 anni - se mi dice bene - in una scuola che non mi piace, dove magari dormo 3 ore a notte e finisco col non imparare niente non è certo un progetto di vita esaltante.

Insomma, bo'?! Vorrei specializzarmi, ma non vorrei quasi nemmeno provarci. Sono un po' confuso, e non so tanto bene dove andare a parare.

Intanto aspetto l'iscrizione all'albo (dovremmo quasi esserci, si spera) e proseguo a studiare l'ecografia, a seguire il master e a fare pratica. Ma mi domando sempre di più se poi appunto tante cose le farò davvero, o se è solo un modo di fare medicina che rimpiangerò quando mi toccherà accontentarmi di quello che passa il convento.

E - per chiarire - non mi preoccupa il trovare lavoro in sé. Il lavoro come medico anche non specialista si trova, questo mi pare più che evidente.

Quella che al momento non vedo, è l'occasione di iniziare a lavoricchiare in qualche posto che davvero mi piace, senza rischiare di combinare qualche casino e avendo inoltre la possibilità di continuare a imparare. Mi manca un obiettivo a lungo termine, ecco.

Continuo a frequentare l'ospedale pensando che probabilmente nella sanità pubblica non lavorerò mai e dovrò inventarmi qualcosa da qualche altra parte. E se all'inizio ero partito con l'idea che dopo la laurea non avrei fatto chissà che cosa ma sarei stato comunque contento, arrivato a questo punto vorrei puntare al percorso migliore e più gratificante... ma che per il momento non so proprio quale sia.

Insomma sono un po' confuso. Che tutto sommato nella situazione attuale del neo-laureato medio potrebbe essere più che normale, e anzi sono sicuro che i dubbi degli altri miei colleghi appena abilitati saranno più o meno gli stessi.

E vabbe': quello che volevo dirvi l'ho detto. Andiamo avanti, e vedremo che sorprese ci porta il futuro.

Simone

03/03/15

Che specializzazione fai?

Giovani meditano se fare i pediatri o i minatori.
Il titolo non è l'argomento del post, ma è una domanda che mi sento ripetere un po' in continuazione.

Che poi non è manco esatto. La domanda che mi fanno più spesso è: "che specializzazione HAI", che è diverso dal "FAI". Perché ovviamente - e giustamente, direi - chi non mi conosce immagina che alla mia età dovrei per lo meno o più che altro almeno da qualche parte essere entrato.

Poi insomma una volta che ho spiegato che mi sono laureato appena appena poco tempo fa (giusto i 7-8 mesi abbondanti che ha richiesto l'abilitazione) una risposta tocca comunque dargliela... e allora sto un po' inguaiato.


Diciamo che al momento propendo per la medicina d'urgenza. Anche se a dirla bene tutta frequento anche il pronto soccorso "chirurgico" (parte della medicina d'urgenza, nell'ospedale dove faccio tirocinio, è affidata ai chirurghi) e la radiologia... che pure lì se serve un'ecografia la fa il radiologo, anche se poi tutto sommato è sempre il medico d'urgenza che se ne dovrebbe occupare.

Aggiungiamo pure il fatto che i chirurghi si riferiscono spesso a me con l'epiteto di: "voi internisti". Perché insomma l'idea è che in pronto soccorso ci sta il medico internista, e pure se le cose sarebbero leggermente cambiate per molti sempre internista rimani.

Insomma un po' non lo so io che voglio fare, un po' non lo sanno nemmeno gli altri. Diciamo che la mia risposta è "mi piacerebbe lavorare in pronto soccorso". Che nelle idee fantasiose dell'immaginario collettivo magari viene fuori un qualcosa che assomiglia più a un rianimatore... e così come specializzazioni totali siamo a 5:

Medicina d'urgenza, anestesia, chirurgia d'urgenza, radiologia, medicina interna. Diciamo una di queste.

Che poi adesso pare che le scelte possibili, col prossimo concorso, saranno solo 3. Per cui immaginando 1 sola scelta per "tipologia" di scuola (medicina, chirurgia o servizi) verrebbe fuori:

Medicina d'urgenza, chirurgia d'urgenza, radiologia.

Però poi pensando alle possibilità e ai posti disponibili, al fatto che radiologia manco mi piace tanto e che la chirurgia d'urgenza non esiste più, avremmo:

Medicina interna, chirurgia generale, anestesia.

Insomma, come vedete è un po' una grossa incognita anche solo scegliere per che scuole concorrere. Le possibilità però tutto sommato si limitano a queste. A meno di non ripensarci e mettere come scelta anche qualche scuola davvero meno "gettonata", così da avere più possibilità di entrare.

E il tutto sempre - e ovviamente - a ricarico delle date e delle decisioni ministeriali per il prossimo concorso, che intanto per ora è già slittato a fine luglio.

Comunque sia, dopo questa lunga riflessione ho forse le idee un po' più chiare. E quando mi chiedono "che specializzazione fai" potrò dargli una stampa di questa pagina o - più semplicemente - aprire il blog sul telefonino e farglielo direttamente leggere... risultando sicuramente simpaticissimo, nonché anima della festa.

Quasi.

Simone

24/02/15

E mi sono (quasi) iscritto all'albo.

Oh regà, su Wikipedia c'era solo questa!
Test di ammissione: fatto.

6 anni di esami: fatti.

Tesi di laurea: fatta e discussa.

Tirocini post laurea: fatti.

Esame di stato: fatto.

Iscrizione all'albo: fatta.

E ora sembrerebbe che sia finita, e in effetti bene o male lo è. Solo che tra l'iscrizione fisica allo sportello dell'Ordine e l'iscrizione - uhm - spirituale al registro degli abilitati alla professione passano un altro mesetto e passa.

In tutto questo mi sto divertendo un mondo per l'iscrizione (pure) al nuovo ente previdenziale: che quando gli ho detto che adesso avevo 2 professioni, il commercialista è svenuto! Roba da morire dal ridere.

Quello che farei notare è che - avendo fatto tutto il più in fretta possibile e alla prima occasione utile - dalla laurea presa a Luglio dovrò aspettare la seconda metà/fine Marzo per poter fare qualcosa. Ammettendo che per un medico appena laureato ci sia davvero qualcosa da fare. Che poi in effetti c'è, ma magari ne riparliamo.

Insomma a seconda di quanto siete ottimisti o pignoli nei conti fanno 7-9 mesi di totale e inutile inattività dal giorno della laurea al giorno della disoccupaz... volevo dire: abilitazione vera e propria.

7 mesi (facciamo quelli ottimisti e che si sono fatti pure un po' di vacanze) in cui non impari niente se non quello che vuoi impararti da solo prendendoti i libri e andando per conto tuo in ospedale a chiedere "che per favore mi insegni", nella speranza di beccare l'occasione giusta e di non essere mandato affancuore.

7 mesi a fare quelle cavolo di domande a crocette e a pagare bollettini per università, pensioni, stato, regione e chiunque abbia saputo della tua festa di laurea e gli sia venuta la gentile idea di farti un regalo.

Però cui insomma io sapevo già bene o male di questa situazione. Che cavolo, non è nemmeno la prima volta che mi abilito a qualcosa! Era solo una grande scocciatura che sapevo di dover prima o poi affrontare. Tant'è che ho sempre detto che gli anni di medicina sono 7, e che mi sarei organizzato per quest'anno con il master e tanti tirocini.

Insomma 7 mesi andati tutto sommato lisci come previsto. E tutto questo era solo per informarvi che - tra appena solo un altro mese/mesetto e mezzo scarso - è finita, e saremo finalmente e ufficialmente in ballo... qualsiasi cosa questo possa significare.

Simone

15/02/15

Il secondo esame di stato.

Ri-abile... e ri-arruolato. Non mi è venuto niente di meglio.
Che poi a dire proprio il vero è il terzo, che l'esame di stato da ingegnere l'ho fatto due volte che alla prima sono pure riuscito a farmi bocciare.

Comunque sia, ero partito per scrivere un post melodrammatico e strappalacrime su tutto questo percorso iniziato un casino di anni addietro con la decisione di voler provare l'esame di ammissione per medicina e - quasi - concluso un paio di giorni fa, quando ho saputo di aver superato l'esame di abilitazione.

Solo che il "quasi", specie su questo blog, è d'obbligo.

E se è vero che ormai sono un dottore fatto e finito (in senso si spera buono), è pure vero che il percorso per trovare una sorta di collocazione nel vastissimo mondo della sanità e della medicina è appena iniziato, e c'è ancora molta strada da fare.

Insomma tanta soddisfazione, la sensazione di aver concluso almeno una tappa importante, ma la consapevolezza che anche con il (secondo) pezzo di carta appeso al muro e il tesserino del (secondo) ordine - che tra l'altro avrò tra almeno una mesata - non è che si sia realmente concluso ancora nulla.

Pure per questo ho smesso di aggiornare il blog vecchio, sulla seconda laurea. Perché da qui in poi inizia una strada fatta di opportunità, tentativi, esperienze e quant'altro, ma mettere di nuovo un "punto" e la parola "fine" non sarà mai probabilmente possibile, mentre mi piaceva che quella esperienza di 6 anni di studio restasse così com'è, senza altre lungaggini e aggiunte sostanzialmente inutili.

Ora come già detto l'altra volta sto seguendo il master in medicina d'urgenza. Alcune lezioni più interessanti di altre, e la strana coincidenza di seguire una lunghissima trattazione sulle linee guida da applicare in corso di aritmie, e il giorno dopo - in pronto soccorso - trovarsi di fronte a una di quelle aritmie affrontata proprio seguendo le linee guida sopra-citate.

Non che certe cose non capitino un po' tutti i giorni. Ma è stato un caso talmente eclatante che non poteva non rimanermi impresso. E se un tempo avrei scritto un lungo racconto stile "avventure di un giovane ingegnere-medico" per raccontarvi la cosa, almeno per oggi vi basti sapere che sono uscito dall'ospedale che ero fisicamente devastato ed emotivamente carico di non so quante emozioni diverse. E rendendomi conto per l'ennesima volta che nella vita non avrei potuto voler fare veramente nient'altro.

Così insomma andiamo avanti. Non so se farò il concorso per la specializzazione, non so se finirò il master (che per dire se entro in specializzazione dovrò abbandonare), non so se troverò lavoro come medico, non so se diventerò bravo... non so insomma fin troppe cose di quello che mi aspetta da qui a qualche mese o anno. Il post-laurea e il post-abilitazione in medicina sono un enorme e insondabile e misterioso viaggio nell'incertezza.

Comunque la conferma di aver fatto la scelta giusta è arrivata per l'ennesima volta, e per l'ennesima volta sono contento. Direi che, almeno per ora, può anche bastare.

Simone

06/02/15

L'esame di stato e il master.

Un'immagine tipo delle mie ultime due settimane.
Scusate se per un po' non mi sono fatto sentire, ma quelle cavolo di crocette per l'esame di Stato mi hanno fatto dannare e dopo non so quante ore al giorno a fare simulazioni di test non mi andava proprio di rimettermi sul computer pure per scrivere.

L'esame comunque l'ho fatto ieri, e incrociando le dita e salvo aver fatto qualche casino durante la prima prova (cosa comunque non impossibile) penso di essermela cavata.

Diciamo che siamo ottimisti insomma, ma prima di festeggiare o di dire che "è finita" e darsi allo studio (!!) delle altre cose di cui parlerò tra poco meglio in ogni caso aspettare i risultati... che dovrebbero arrivare tra un paio di settimane.

Come s'intuirà credo anche dal titolo, la scorsa settimana è iniziato il master in medicina d'urgenza.

Per certi versi abbastanza faticoso (1 giornata e mezza pienissime concentrate ogni 2 settimane) è una buona occasione per imparare finalmente qualcosa che serva - speriamo - sul serio per lavorare in un pronto soccorso... o comunque in un posto di medicina reale.

Il fatto è che durante le lezioni del master ti spiegano - mettiamo - l'infarto. Ma finite le lezioni se poi quando torni a casa non ti studi le cose è un cavolo e tutt'uno ed era praticamente inutile pure che ci andavi.

Insomma finisci di studiare e si ricomincia subito. Anzi non avevo nemmeno finito a dire la verità, perché l'esame di stato c'era la settimana dopo. E confesso che ritrovarmi di nuovo in un'aula a seguire una lezione non è stata una sensazione che mi è piaciuta gran che.

Qualcuno mi ha detto - più d'uno a dire la verità - che a me in fondo mi piace studiare. E forse un po' è anche vero. Però a me più che altro piacerebbe poter fare e saper fare determinate cose, e lo studio è il mezzo per raggiungere certi risultati... ma è un mezzo che - ora come ora - non mi piace più tanto per niente.

Insomma, di nuovo tra i banchi di scuola anche dopo due lauree è una cosa che inizio a trovare davvero un po' soffocante. Di sicuro però non si può fare il medico solo con la laurea di base, senza prepararsi meglio su qualcos'altro. E di sicuro un paio di giorni ogni tanto non sono questo impegno così grande da doverne fare chissà quale problema.

E insomma, come dicevo, scusate per la scarsità degli aggiornamenti, ma come ho spiegato è stato un periodo abbastanza pieno. Aspettiamo tutti il risultato dell'esame di abilitazione, e poi magari si festeggia pure... che sicuro qualche giorno me ne voglio andare in vacanza. Magari a sciare.

Vedremo :)

Simone

26/01/15

La vita ben vissuta (TM).

In effetti a leggere 'sta roba un po' cxxxne ero...
Quando andavo al liceo, ero abbastanza fissato con fumetti, animazione e cose del genere.

Era un periodo un po' precedente al momento in cui queste cose iniziarono ad andare veramente di moda, per cui tutti quanti tra amici, parenti, insegnanti e compagnia bella mi prendevano pesantemente per il culo:

«A 16 anni ancora ti piacciono i supereroi?!» mi chiedevano. «Certo che sei proprio un cojone!»

E io a 'sta cosa un po' ci credevo pure. Cioè continuavo a leggere i miei giornaletti da coglione lo stesso, però magari non è che ne andassi troppo fiero o che sbandierassi troppo la cosa. Me li leggevo e basta, e dell'opinione della maggioranza mi importava tutto sommato poco.

Passiamo a una ventina d'anni dopo, e la stessa gente che mi pigliava per il culo al liceo apre Facebook e scrive:

«Il nuovo film basato sulla nota serie a fumetti che Simone leggeva al liceo è un'opera d'arte. Un vero capolavoro».

Cioè, non ho capito?! A 16 anni io tutto sommato per lo meno ci arrivavo a capire che quello che leggevo non era 'sta gran letteratura. Mi piaceva perché mi piaceva. Perché ci stavano le esplosioni, i disegni splatter e le robe mezze porno. Ma non è che mi aspettavo che i fumetti mi cambiassero la vita... anche se - a ben vedere - l'hanno fatto.

Ora a questi l'opera d'arte gli pare il film di Batman, o il seguito del remake della storia degli X-Men e vengono a parlarne su Facebook come se fossero i cultori delle pellicole impegnate?!? Ma il tasto "vaffanculo" dove sta?! Dovrebbero assolutamente metterlo...

Sempre attorno ai 16 anni - ma potrebbe valere anche per i 36, o per questa mattina - ero assolutamente fissato con i videogiochi.

Ce li avevo tutti. Li conoscevo tutti e li giocavo - quasi - tutti.

E pure lì, tutti i miei amici e conoscenti tanto maturi, impegnati e acculturati a rompere.

«A 16 anni, giochi ancora coi videogiochi?»

Come se ci fosse un'età migliore, dico io.

E adesso, le stesse persone magari stanno a ruota con Candy Crush, Criminal Saga e non so quali altre cagate di giochetti per cellulari. Che io almeno dopo un po' un gioco o mi stufava o lo completavo e cercavo qualcosa di nuovo. Invece i giochetti che piacciono a praticamente tutto il mondo sono sempre gli stessi, e solo a pensare di farci un'altra partita (perché ovviamente ci ho giocato anche io) mi viene la morte per noia.

E insomma: il senso di tutto questo discorso? Che io mi sono rincoglionito già 20 anni prima di quando si sono iniziati a rincoglionire i miei coetanei? Sì, anche questo.

Ma anche c'è questo libro che si ispira molto al mio blog, di un certo Huxley, che diceva più o meno una cosa simile: se sei omologato, sei contento. E se non sei omologato, invece, ti fanno tutti sentire un coglione e ti perculano fino - letteralmente, a leggere il libro - alla morte.

Che magari Huxley non calcolava il fatto che puoi cercare persone simili a te. Mandare affancuore tutti gli altri, e vivere felice insieme a chi non ti scassa le palle. Cioè quando ha copiato il mio blog forse ha visto un po' tutto in chiave troppo pessimista, ammettiamolo.

Resta comunque questa situazione abbastanza comune che può provare magari credo chi trova il mio blog sulla laurea in medicina. Che cioè tu ti senti che vorresti tanto fare una cosa... però poi nessuno che conosci ha fatto lo stesso e ti pare in chissà quali casini ti stai mettendo. I tuoi parenti non sono d'accordo, tutti gli amici si stanno occupando d'altro, ti senti solo triste insicuro e sfigato e ti pigliano pure un po' tutti per i fondelli.


E dunque ci sarebbe un modo standardizzato e accreditato e certificato di vivere la vita. Una "vita ben visuta" (TM), magari col bollino Apple o Samsung. E se fai così stai tranquillo e nessuno ti rompe mai il cazzo. Se invece insomma segui una strada che non è tanto battuta, rischi di passare per l'idiota di turno. Con la gente che ti predice sventura, morte e calamità più o meno naturali pronte a polverizzare la tua vita.

Eppure poi magari un giorno quello che hai fatto per conto tuo diventa improvvisamente di moda. E quella che a te pareva una strada magari semplicemente accettabile diventa all'improvviso la cosa migliore. La scelta perfetta. Un capolavoro e "un'opera d'arte" (TM) pure quella... che non sia mai qualcuno ce la copia.

Insomma, la vita è così. O almeno in parte. Non c'è altro da dire, e non c'è - credo - una soluzione a tutto questo. O segui le vie già battute, o cerchi le tue a rischio di venire continuamente criticato.

Tutto qua, era una semplice riflessione che vi volevo lasciare.

E già che ci sono, scusate che il post è pieno di parolacce: giuro che in futuro ne dirò di meno.

Simone