18/04/15

Il problema della medicina d'urgenza.

Gli altri specialisti si erano presi tutti i pazienti veri...
La medicina d'urgenza è una specializzazione assolutamente nuova, e per tanti versi diversa e innovativa... che però va a inserirsi in un sistema che è già radicalmente impostato in un certo modo.

In un pronto soccorso grande, per dire, avete l'infermiere di triage che vi assegna un codice d'urgenza (bianco, verde, giallo, rosso) e una sorta di "indirizzo" terapeutico.

L'infermiere, insomma - in base alle possibilità della struttura in questione - decide se siete più o meno gravi, e poi vi invia dall'otorino, dall'ortopedico, dall'internista, dal ginecologo, dal pediatra, dall'oculista oppure dal chirurgo.

Questo nei DEA più grandi. In un ospedale piccolo magari non c'è subito l'oculista, oppure lo specialista più adatto lo devono prima chiamare e cose del genere... ma  l'impostazione attuale resta quella di mandarvi il più direttamente possibile dal tipo di dottore che - dovrebbe - saper gestire meglio il vostro problema.

Ora invece l'idea del medico d'urgenza, questa specializzazione che magari all'estero esiste da 30 anni (avete presente ER?), da noi è nata da pochissimo e consisterebbe in un'impostazione più "centralizzata": in pronto soccorso c'è un medico unico che gestisce un po' tutti i tipi di pazienti. E poi, all'occorrenza, li invia allo specialista più adatto.

Che detto così sembra un po' un peggioramento: un medico soltanto, invece dei mille che prima stavano lì a disposizione. Ma guardiamo pure i vantaggi:

- Un medico che sa gestire un po' tutti i tipi di emergenze, potrebbe saper gestire meglio situazioni complesse dove il confine tra le varie specializzazioni diventa un po' labile.

- Idealmente, piuttosto che 1000 specialisti che sanno fare 1 cosa sola, forse sarebbe meglio di specialisti averne solo 100... ma che sappiano fare un po'di tutto.

- Gli altri specialisti potrebbero occuparsi di cose complesse che hanno studiato per anni: chiamare un otorino per un'otite esterna o un chirurgo per mettere un punto di sutura in testa - secondo me - è un pochino uno spreco.

- Non è che c'è sempre lo specialista che arriva a salvarti: se ti trovi in un ospedale piccolo e certi colleghi non ce li hai, devi arrangiarti. Ma se invece sei un medico d'urgenza che ha studiato per fare quelle cose, magari invece di arrangiarti e basta fai anche un lavoro fatto bene.

- Ultimo e personalissimo punto di vista: se in pronto soccorso ci trovi gente che ha studiato per stare in pronto soccorso, fa solo pronto soccorso, vuole stare in pronto soccorso e non vede il pronto soccorso come un ripiego o come una semplice gran rottura di coglioni, è possibile che alla fine il pronto soccorso funzioni anche meglio.

Che poi questa cosa è un dato di fatto: in 6 anni che esiste la specializzazione in medicina d'urgenza, sono iniziate a uscire fuori cose come la sedazione procedurale, l'ecografia, la rianimazione cardiopolmonare fatta secondo le linee guida... tutte cose che esistevano - sia chiaro - anche prima. Ma che non essendo parte del bagaglio "standard" del singolo medico di pronto soccorso diventavano più un sentito dire o un "se ne occupa qualcun altro", che un qualcosa di realmente presente.

E insomma, vabbe': un sacco di punti a favore... probabilmente anche un po' forzati e rigirati da un punto di vista preferenziale, visto che io sono di parte. Ma allora, dove starebbe il problema?

Il problema - appunto - è che come già dicevo questo "nuovo" modo di occuparsi dell'emergenza va a inserirsi in un mondo dove le cose si sono sempre fatte in una maniera un po' differente. E così, trovi:

- Medici abituati a lavorare in un certo modo, che ti dicono "ah no io questa cosa l'ho sempre fatta così, e io quest'altra cosa non la faccio".

- Una struttura burocratica assurda che, se non chiami lo specialista anche per mettere un cerotto su un brufolo, ti fa intendere che ti stai allargando e che probabilmente - presto o tardi - finirai in galera.

- Un modo di pensare un po' trasversale alle varie specializzazioni e professioni e competenze della sanità in toto - ma diciamo pure un po' di tutto il paese - secondo il quale se tutti hanno sempre fatto una determinata cosa in un certo modo, fare le cose in maniera diversa è da coglioni.

- Gli specializzandi di medicina d'urgenza, o chiunque voglia formarsi in quel senso, hanno difficoltà ad acquisire le competenze pratiche che sono sempre state affidate altri specialisti perché - semplicemente - continuano a essere affidate ad altri specialisti e loro non hanno occasione di fare pratica.

Insomma, in conclusione: quello che penso io è che tutti questi problemi cadranno sempre più in secondo piano a mano a mano che tutto il "meccanismo" si renderà conto che i medici d'urgenza sono un po' più della somma delle singole competenze che sembrano voler "rubare" agli altri specialisti.

Il problema - parlando sempre da un punto di vista personale - è che questo processo sarà così lungo che potrebbero volerci anche altri 20, o 30 anni.

È bello insomma far parte di un qualcosa che è appena nato, che cresce e che ha delle potenzialità chiaramente enormi. Meno bello pensare che magari rischio di essere troppo vecchio per poter fare l'urgentista - sempre di riuscire a trovare una collocazioen lavorativa in questo campo - quando i tempi saranno "maturi" e la specializzazione avrà trovato il suo giusto spazio e le giuste competenze.

La speranza è che le cose si muovano un po' più velocemente delle mie previsioni più pessimistiche. Ma bisogna che un po' tutto il mondo della sanità italiana inizi a vedere certe cose in un'ottica un pochino diversa.

Simone

06/04/15

Il blog e altre cose.

Nell'uovo cercavo qualche bella idea per il blog. Non c'era.
Per quanto riguard le altre cose - intanto - inizio col farvi gli auguri di buona Pasqua.

Ok, lo ammetto che sono un po' in ritardo, scusate. Ma in fin dei conti è ancora Pasquetta, qualcuno di voi sarà (spero) ancora in vacanza... e insomma anche se con valore un pochino "retroattivo", io gli auguri ve li faccio :)

Per quanto riguarda il blog, da quando scrivevo su "da ingegnere a medico" ammetto che ho perso un pochettino di entusiasmo.

Diciamo che mi piace scrivere e mi piace - soprattutto - ricevere risposte, mail e commenti, ma manca un po' di quel gusto che avevo prima.

Penso che principalmente questo sia dovuto alla mancanza di un tema vero e proprio. Se prima cioè parlavo della seconda laurea, di studio, di medicina e cose del genere, ora sto sempre più o meno perso in questo limbo un po' a rilento che è il post-laurea, e forse manca un vero motivo per aggiornare spesso e per avere soprattutto qualcosa di interessante da scrivere.

Credo insomma che dovrò per forza di cose trovare un nuovo filo conduttore per "legare" i vari aggiornamenti.

Magari sarà ancora la Medicina. Magari di nuovo come ai vecchi tempi la scrittura. Magari tante altre cose. Il fatto è che ancora non ho tanto le idee chiare. Diciamo che lo scrivere, sia online che su un libro, nasce un po' da un'esigenza, da una specie di "voglia" che ti viene dentro di racconare qualcosa.

E non è che questo qualcosa prende e viene fuori dal nulla. Ci vogliono tempo, le condizioni giuste, la cosiddetta ispirazione.

Anche per questo ho interrotto gli aggiornamenti del blog vecchio, e ho ricominciato a scrivere qui. Perché non mi andava di "annacquare" quella bella esperienza della seconda laurea con tanti discorsi e chiacchiere sul più e sul meno, senza andare a parare da nessuna parte.

Quando avrò una nuova idea, o appunto una nuova ispirazione, comincerò a concentrarmi su quella e spero che anche chi mi legge troverà tutto un po' più interessante.

Tutto questo discorso insomma per dire che spero che i miei aggiornamenti di questo periodo non vi annoino più di tanto, e che magari intanto parlando di medicina e di quello che sto combinando dopo la laurea mi aiutiate a trovare uno spunto un po' più interessante.

Detto questo, come già nei giorni scorsi dal punto di vista "medico" le cose continuano lentamente a procedere. Sto seguendo il master, sto frequentando il reparto, ho fatto un timbrino col mio nome e mi sto facendo stampare dei ricettari per scrivere - appunto - le ricette mediche.

Poi l'idea è di fare i vari corsi che servono per l'ambulanza (primo tra tutti l'ACLS) e iniziare a fare un po' di affiancamenti lì, così da affacciarmi piano piano e anche diciamolo finalmente in un ambiente un po' diverso da quello universitario.

Altre grosse novità, devo dire, non ce ne sono. Aspettiamo questa benedetta ispirazione, aspettiamo l'ACLS, andiamo avanti coi tirocini... e poi, come sempre, vi aggiornerò sui risultati.

Simone

30/03/15

Tra lavoro e volontariato.

E c'ho pure la divisa blu, che è "vintage".
C'è voluto un po' e ci ha fatto un po' penare, ma alla fine mi hanno finalmente iscritto all'albo e sono un medico-chirurgo laureato esame di stat-ato e abilitato a tutti gli effetti.

E confesso che è una bella ventata di ottimismo in un momento che iniziava a essere un po' smorto, tra ritardi attese e aspettative ancora lontane dall'essere realizzate.

Oltre a questo proseguo il master, proseguo il tirocinio, e il libro per il concorso di specializzazione l'ho anche aperto... ma poco più di quello, confesso.

Notizia di questi giorni è che 300 medici hanno vinto il ricorso, ed entreranno in specializzazione in sovrannumero. A me, oltre a far riflettere il fatto che alla fine il concorso l'ha vinto chi ha copiato o chi ha l'avvocato più bravo (anche se penso che fare ricorso fosse legittimo) pare comunque scontato che i 300 posti li toglieranno dal concorso successivo... sempre che questa situazione non lo faccia slittare di nuovo e che ce ne sia effettivamente uno.

E insomma l'idea "specializzazione" rimane sempre un po' traballante. Intanto, comunque, è un'idea che resta lì e vedremo se ci saranno gli estremi o meno per realizzarla.

Oltre a questo sono tornato - in un certo senso - in Croce Rossa, e ho rifatto il corso BLS-D, quello per usare il defibrillatore e compagnia. Che poi io ero già istruttore da prima di iscrivermi a medicina... ma aspetta oggi e aspetta domani mi è scaduto il brevetto e ho dovuto riseguire il corso base da capo.

Poco male. E anzi, il rapporto con i volontari della Croce Rossa mi ha anche fatto ricordare che nella sanità e nei suoi dintorni c'è anche gente disposta ad aiutarti e a fare qualcosa senza necessariamente aspettarsi qualcos'altro in cambio.

L'ambiente ospedaliero invece è più competitivo e legato a leggi burocratiche, e credo che anche da questi ultimi post traspaia un po' una certa insofferenza per un mondo dove è sempre più difficile trovare una collocazione e il modo di farsi valere.

Insomma ora siamo abilitati (io e più di altri 60 mila solo a Roma, a vedere il numero di iscrizione all'ordine). Piano piano mi sto riavvicinando alla CRI, e magari insomma farò gli altri corsi necessari e prima o poi qualcosa in Croce Rossa come dottore finirò pure per farla.

Magari potrei continuare parallelamente la frequenza di un pronto soccorso e farmi qualche altro anno di esperienza così, tra lavoro e volontariato. Certo è strano lavorare con i volontari e volontariare con i lavoratori... ma non è bruttissima come idea, no? Ed è solo una delle tante, visto che le opzioni sono davvero moltissime.

Speriamo di riuscire a "imbroccare" le migliori.

Simone

23/03/15

Poche notizie, buone notizie?

E intanto butto anche soldi per libri agghiaccianti.
Scusate se è un po' che non mi faccio sentire.

Volevo dedicare un post alla conferma dell'iscrizione all'albo, solo che ancora non è avvenuta. Per cui ad aspettare un altro po' il dominio scadeva, la gente iniziava a darmi per disperso e perdevo pure i pochi lettori che mi sono rimasti.

Per voler essere proprio un tantinino quasi polemici, da dopo la laurea ho pagato esame di stato, iscrizione all'ordine, dovrò pagarmi previdenza, assicurazione, master e corsi vari obbligatori... e tutt'ora dalla laurea a Luglio non posso ancora nemmeno esercitare.

E insomma, poi non è che per fare qualsiasi altro lavoro non si debba pagare o non ci siano rotture di palle. È un po' una cosa che ormai vale per tutti, e stare qui a lamentarsi dell'ovvio mi pare pure un po' inutile. Per cui, passiamo oltre.

Per il resto proseguo il tirocinio, proseguo il master, ho comprato un libro per la preparazione del concorso di specializzazione e ho iniziato a frequentare l'ambulatorio di cardiologia per cercare di imparare un po' meglio a fare le ecocardiografie.

In realtà in ambulatorio sono stato una sola volta. Che un po' non ho avuto tanto tempo, e un po' vorrei migliorare negli ecocardio ma non è che sia la cosa che mi appassiona più di tutte al mondo in assoluto.

Però, insomma: potremmo dire che almeno questa era una novità, e che valeva la pena aggiornare il blog almeno per dirvelo? Mah, non lo so. L'iscrizione all'albo sarebbe stata meglio.

Diciamo che ormai ci siamo quasi. Per cui sarà - spero - per la prossima volta.

Simone



10/03/15

Un po' (quasi) confuso.

Ecco: io la vedo - più o meno - così.
Ha detto bene uno dei commentatori allo scorso post (Raffaele): ma tu non eri per non fare la specializzazione?

In effetti il discorso dell'ultima volta sembrerebbe indicare una mia decisione di specializzarmi. O per lo meno la volontà, ecco.

Mentre tante altre volte avevo detto di voler lavorare come medico senza cercare di entrare in specializzazione prima.

Il fatto insomma è che sono abbastanza sul confuso spinto.

In pronto soccorso vado sempre, ma oltre a frequentare la parte di medicina d'urgenza frequento anche la chirurgia, un pochino anche i radiologi e - quando c'è l'occasione - il triage. Insomma mi piace molto l'ambiente del DEA, ma non riesco più di tanto a inquadrarmi dentro una branca in particolare.

Ho la sensazione di aver imparato - e di stare imparando - un'infinità di cose, ma poi mi domando: e dopo? Cioè, a cosa mi serve saper fare un po' di tutto, se poi non c'è un posto dove mettere questo un po' di tutto in pratica?

Che poi finché si tratta di dare una mano o di seguire i pazienti per conto di qualcun altro è tutto facile. Ma l'idea di ritrovarmi di punto in bianco a fare tutto da solo e ad avere tutte le responsabilità un po' mi spaventa, e un po' penso semplicemente di non esserne ancora in grado.

Ci sono persone che appena laureate prendono e fanno guardie, salgono in ambulanza, fanno sostituzioni... ma, bo'?! Saranno dei geni loro.

Io credo di aver bisogno di una "via di mezzo" tra il non aver alcun ruolo, e l'essere il primo in carica. Quello spazio che in linea di massima viene attribuito insomma agli specializzandi, e che appunto è una sorta di ponte tra l'essere studente e l'essere un professionista indipendente in tutto e per tutto.

Ma come dico sempre, l'idea della specializzazione è poco allettante.

Entrare a medicina d'urgenza è difficilissimo per via dei pochi posti. Le chirurgie sono più abbordabili, ma dovrei quasi sicuramente andare in un'altra città e di finire 5 anni - se mi dice bene - in una scuola che non mi piace, dove magari dormo 3 ore a notte e finisco col non imparare niente non è certo un progetto di vita esaltante.

Insomma, bo'?! Vorrei specializzarmi, ma non vorrei quasi nemmeno provarci. Sono un po' confuso, e non so tanto bene dove andare a parare.

Intanto aspetto l'iscrizione all'albo (dovremmo quasi esserci, si spera) e proseguo a studiare l'ecografia, a seguire il master e a fare pratica. Ma mi domando sempre di più se poi appunto tante cose le farò davvero, o se è solo un modo di fare medicina che rimpiangerò quando mi toccherà accontentarmi di quello che passa il convento.

E - per chiarire - non mi preoccupa il trovare lavoro in sé. Il lavoro come medico anche non specialista si trova, questo mi pare più che evidente.

Quella che al momento non vedo, è l'occasione di iniziare a lavoricchiare in qualche posto che davvero mi piace, senza rischiare di combinare qualche casino e avendo inoltre la possibilità di continuare a imparare. Mi manca un obiettivo a lungo termine, ecco.

Continuo a frequentare l'ospedale pensando che probabilmente nella sanità pubblica non lavorerò mai e dovrò inventarmi qualcosa da qualche altra parte. E se all'inizio ero partito con l'idea che dopo la laurea non avrei fatto chissà che cosa ma sarei stato comunque contento, arrivato a questo punto vorrei puntare al percorso migliore e più gratificante... ma che per il momento non so proprio quale sia.

Insomma sono un po' confuso. Che tutto sommato nella situazione attuale del neo-laureato medio potrebbe essere più che normale, e anzi sono sicuro che i dubbi degli altri miei colleghi appena abilitati saranno più o meno gli stessi.

E vabbe': quello che volevo dirvi l'ho detto. Andiamo avanti, e vedremo che sorprese ci porta il futuro.

Simone

03/03/15

Che specializzazione fai?

Giovani meditano se fare i pediatri o i minatori.
Il titolo non è l'argomento del post, ma è una domanda che mi sento ripetere un po' in continuazione.

Che poi non è manco esatto. La domanda che mi fanno più spesso è: "che specializzazione HAI", che è diverso dal "FAI". Perché ovviamente - e giustamente, direi - chi non mi conosce immagina che alla mia età dovrei per lo meno o più che altro almeno da qualche parte essere entrato.

Poi insomma una volta che ho spiegato che mi sono laureato appena appena poco tempo fa (giusto i 7-8 mesi abbondanti che ha richiesto l'abilitazione) una risposta tocca comunque dargliela... e allora sto un po' inguaiato.


Diciamo che al momento propendo per la medicina d'urgenza. Anche se a dirla bene tutta frequento anche il pronto soccorso "chirurgico" (parte della medicina d'urgenza, nell'ospedale dove faccio tirocinio, è affidata ai chirurghi) e la radiologia... che pure lì se serve un'ecografia la fa il radiologo, anche se poi tutto sommato è sempre il medico d'urgenza che se ne dovrebbe occupare.

Aggiungiamo pure il fatto che i chirurghi si riferiscono spesso a me con l'epiteto di: "voi internisti". Perché insomma l'idea è che in pronto soccorso ci sta il medico internista, e pure se le cose sarebbero leggermente cambiate per molti sempre internista rimani.

Insomma un po' non lo so io che voglio fare, un po' non lo sanno nemmeno gli altri. Diciamo che la mia risposta è "mi piacerebbe lavorare in pronto soccorso". Che nelle idee fantasiose dell'immaginario collettivo magari viene fuori un qualcosa che assomiglia più a un rianimatore... e così come specializzazioni totali siamo a 5:

Medicina d'urgenza, anestesia, chirurgia d'urgenza, radiologia, medicina interna. Diciamo una di queste.

Che poi adesso pare che le scelte possibili, col prossimo concorso, saranno solo 3. Per cui immaginando 1 sola scelta per "tipologia" di scuola (medicina, chirurgia o servizi) verrebbe fuori:

Medicina d'urgenza, chirurgia d'urgenza, radiologia.

Però poi pensando alle possibilità e ai posti disponibili, al fatto che radiologia manco mi piace tanto e che la chirurgia d'urgenza non esiste più, avremmo:

Medicina interna, chirurgia generale, anestesia.

Insomma, come vedete è un po' una grossa incognita anche solo scegliere per che scuole concorrere. Le possibilità però tutto sommato si limitano a queste. A meno di non ripensarci e mettere come scelta anche qualche scuola davvero meno "gettonata", così da avere più possibilità di entrare.

E il tutto sempre - e ovviamente - a ricarico delle date e delle decisioni ministeriali per il prossimo concorso, che intanto per ora è già slittato a fine luglio.

Comunque sia, dopo questa lunga riflessione ho forse le idee un po' più chiare. E quando mi chiedono "che specializzazione fai" potrò dargli una stampa di questa pagina o - più semplicemente - aprire il blog sul telefonino e farglielo direttamente leggere... risultando sicuramente simpaticissimo, nonché anima della festa.

Quasi.

Simone

24/02/15

E mi sono (quasi) iscritto all'albo.

Oh regà, su Wikipedia c'era solo questa!
Test di ammissione: fatto.

6 anni di esami: fatti.

Tesi di laurea: fatta e discussa.

Tirocini post laurea: fatti.

Esame di stato: fatto.

Iscrizione all'albo: fatta.

E ora sembrerebbe che sia finita, e in effetti bene o male lo è. Solo che tra l'iscrizione fisica allo sportello dell'Ordine e l'iscrizione - uhm - spirituale al registro degli abilitati alla professione passano un altro mesetto e passa.

In tutto questo mi sto divertendo un mondo per l'iscrizione (pure) al nuovo ente previdenziale: che quando gli ho detto che adesso avevo 2 professioni, il commercialista è svenuto! Roba da morire dal ridere.

Quello che farei notare è che - avendo fatto tutto il più in fretta possibile e alla prima occasione utile - dalla laurea presa a Luglio dovrò aspettare la seconda metà/fine Marzo per poter fare qualcosa. Ammettendo che per un medico appena laureato ci sia davvero qualcosa da fare. Che poi in effetti c'è, ma magari ne riparliamo.

Insomma a seconda di quanto siete ottimisti o pignoli nei conti fanno 7-9 mesi di totale e inutile inattività dal giorno della laurea al giorno della disoccupaz... volevo dire: abilitazione vera e propria.

7 mesi (facciamo quelli ottimisti e che si sono fatti pure un po' di vacanze) in cui non impari niente se non quello che vuoi impararti da solo prendendoti i libri e andando per conto tuo in ospedale a chiedere "che per favore mi insegni", nella speranza di beccare l'occasione giusta e di non essere mandato affancuore.

7 mesi a fare quelle cavolo di domande a crocette e a pagare bollettini per università, pensioni, stato, regione e chiunque abbia saputo della tua festa di laurea e gli sia venuta la gentile idea di farti un regalo.

Però cui insomma io sapevo già bene o male di questa situazione. Che cavolo, non è nemmeno la prima volta che mi abilito a qualcosa! Era solo una grande scocciatura che sapevo di dover prima o poi affrontare. Tant'è che ho sempre detto che gli anni di medicina sono 7, e che mi sarei organizzato per quest'anno con il master e tanti tirocini.

Insomma 7 mesi andati tutto sommato lisci come previsto. E tutto questo era solo per informarvi che - tra appena solo un altro mese/mesetto e mezzo scarso - è finita, e saremo finalmente e ufficialmente in ballo... qualsiasi cosa questo possa significare.

Simone