07/04/09

Due parole sul terremoto.

L'altra notte mi sono svegliato, come credo sia successo a quasi tutta Roma e dintorni.

Il letto oscillava. Non ho un lampadario, ma anche senza il classico punto di riferimento che guardano tutti non ci voleva un genio a capire che era il terremoto. A Roma ogni tanto certe scosse si sentono, ma così forte, e soprattutto così lunga, non s'era sentita mai.

Poi tutto si è fermato. È tornata la calma, e come se niente fosse mi sono rimesso a dormire. Solo la mattina dopo ho visto il casino che hanno visto tutti, e che ancora vedremo per chissà quanto tempo.

Qualche amico della Croce Rossa è già partito. Qualcun altro parte domattina, e tra chi viene e chi va, telefoni che non prendono e persone che non sanno bene le cose non ho ancora capito chi è andato e chi no, e non riesco a non sentirmi un po' in ansia all'idea di qualche amico che magari si ritrova in qualche situazione brutta.

C'è anche quello che era il paese dei miei nonni, vicino l'Aquila. Lì per qualche miracolo è venuta giù poca roba... anche perché forse è un po' distante dalle zone più colpite. Comunque è veramente una situazione orribile...

E non credo che ci sia altro da dire.

3 commenti:

Alex McNab ha detto...

In effetti che dire in certe situazioni?
Mi chiedevo anche se era opportuno aggiornare il blog con argomenti "frivoli", almeno in questi due giorni, ma poi ho deciso di farlo.
Di certo non mi riesce facile.
Speriamo almeno che la situazione migliori alla svelta, perchè quella povera gente ne ha proprio bisogno.

Mirco ha detto...

A questo evento ho dedicato un racconto. Poi in altri ambiti che non siano i blog cercherò di fare qualcosa di più concreto.

Auro ha detto...

E' stato forte circa come quello nella zona di casa mia attorno a Natale. Solo che per vari motivi tecnici che mi hanno spiegato da noi siamo stati molto più fortunati... Speriamo che serva un po' a tutti a svegliarsi dal torpore che ha investito l'Italia negli ultimi anni, così almeno ci sarebbe un lato positivo a cui guardare.