15/02/15

Il secondo esame di stato.

Ri-abile... e ri-arruolato. Non mi è venuto niente di meglio.
Che poi a dire proprio il vero è il terzo, che l'esame di stato da ingegnere l'ho fatto due volte che alla prima sono pure riuscito a farmi bocciare.

Comunque sia, ero partito per scrivere un post melodrammatico e strappalacrime su tutto questo percorso iniziato un casino di anni addietro con la decisione di voler provare l'esame di ammissione per medicina e - quasi - concluso un paio di giorni fa, quando ho saputo di aver superato l'esame di abilitazione.

Solo che il "quasi", specie su questo blog, è d'obbligo.

E se è vero che ormai sono un dottore fatto e finito (in senso si spera buono), è pure vero che il percorso per trovare una sorta di collocazione nel vastissimo mondo della sanità e della medicina è appena iniziato, e c'è ancora molta strada da fare.

Insomma tanta soddisfazione, la sensazione di aver concluso almeno una tappa importante, ma la consapevolezza che anche con il (secondo) pezzo di carta appeso al muro e il tesserino del (secondo) ordine - che tra l'altro avrò tra almeno una mesata - non è che si sia realmente concluso ancora nulla.

Pure per questo ho smesso di aggiornare il blog vecchio, sulla seconda laurea. Perché da qui in poi inizia una strada fatta di opportunità, tentativi, esperienze e quant'altro, ma mettere di nuovo un "punto" e la parola "fine" non sarà mai probabilmente possibile, mentre mi piaceva che quella esperienza di 6 anni di studio restasse così com'è, senza altre lungaggini e aggiunte sostanzialmente inutili.

Ora come già detto l'altra volta sto seguendo il master in medicina d'urgenza. Alcune lezioni più interessanti di altre, e la strana coincidenza di seguire una lunghissima trattazione sulle linee guida da applicare in corso di aritmie, e il giorno dopo - in pronto soccorso - trovarsi di fronte a una di quelle aritmie affrontata proprio seguendo le linee guida sopra-citate.

Non che certe cose non capitino un po' tutti i giorni. Ma è stato un caso talmente eclatante che non poteva non rimanermi impresso. E se un tempo avrei scritto un lungo racconto stile "avventure di un giovane ingegnere-medico" per raccontarvi la cosa, almeno per oggi vi basti sapere che sono uscito dall'ospedale che ero fisicamente devastato ed emotivamente carico di non so quante emozioni diverse. E rendendomi conto per l'ennesima volta che nella vita non avrei potuto voler fare veramente nient'altro.

Così insomma andiamo avanti. Non so se farò il concorso per la specializzazione, non so se finirò il master (che per dire se entro in specializzazione dovrò abbandonare), non so se troverò lavoro come medico, non so se diventerò bravo... non so insomma fin troppe cose di quello che mi aspetta da qui a qualche mese o anno. Il post-laurea e il post-abilitazione in medicina sono un enorme e insondabile e misterioso viaggio nell'incertezza.

Comunque la conferma di aver fatto la scelta giusta è arrivata per l'ennesima volta, e per l'ennesima volta sono contento. Direi che, almeno per ora, può anche bastare.

Simone

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando visito questo blog (e il precedente) sento come una ventata di freschezza. Credo di essere tua coetanea (ho 39 anni) e mi infonde tanto coraggio il sapere che alla soglia dei 40 si può ancora nutrire entusiasmo per il proprio lavoro (e di conseguenza per la vita). Io insegno alle superiori, e tra master, corsi di aggiornamento, certificazioni e dottorato in didattica non ho mai smesso (e mai smetterò) di studiare. Questo perchè voglio realizzare me stessa insegnando, come tu vuoi realizzare te stesso curando. La professione dell'insegnante e quella del medico hanno molto in comune. Tuttavia mi sento circondata da tanta e tale mediocrità che spesso vengo qui a prendere una metaforica boccata d'aria. C'è bisogno di persone come te, con la tua coerenza, la tua volontà, il tuo entusiasmo. Peccato incontrarne così poche dal vivo. A scuola e all'università non si fa una pausa caffè in cui si alluda alla volontà di cambiare in meglio le cose, pur sapendo che ciascuno di noi può contribuire solo in maniera infinitesima; tutti esprimono pessimismo in ambito lavorativo, e gli occhi possono semmai brillare solo quando si parla del proprio privato: i figli, i nipoti, la vacanza all'estero, quel ristorante in cui si mangia bene. Io non riesco più a tollerare questo clima, e a volte è forte la tentazione di ripiegare sul mio privato facendo il minimo sindacale nella vita lavorativa. Ma non sono fatta per questo. Oltretutto: cosa penserebbero i miei, di figli? Ecco, tutto questo per dirti che mi infondi tanto coraggio. Vorrei anche chiederti: anche tu ogni tanto avverti questa sensazione di sfiducia generalizzata? I medici che ti circondano ti caricano, sia pure indirettamente, di fiducia, o al contrario devi trovare in te tutte le risorse interiori perchè il clima lavorativo ti rema contro, pur in modo subdolo e non intenzionale? Grazie, Elisa.

Anonimo ha detto...

L'incertezza fa parte della vita di tutti i giorni, oltre che del futuro. Non solo di un neo-medico, ma di ogni essere vivente. Ed in un certo senso è anche qualcosa di intrigante. Intrigante non tanto per chi è spiantato e, purtroppo, non sa che caspita fare nella vita; ma per chi come te può partire da una base da cui si diramano tante strade. E proprio perché quelle strade son tante potrebbe essere bene non precludere la possibilità a nessuna di esse. Specializzazione, master, volontariato con medici senza frontiere, tirocinio, guardie mediche... Chissà! Si decide un po' anche seguendo il proprio istinto.
Non avevo dubbi sull'ottima riuscita di questo esame di stato. E ora è di sicuro un sogno realizzato!!
Complimenti!

Ti auguro una carriera florida e ricca di opportunità ed esperienze!

Nicolò

Simone ha detto...

Elisa: grazie a te, Elisa!

Sì, anche io a volte ho la stessa sensazione di cui parli tu, e credo che in molti ambiti lavorativi il clima sia lo stesso.

Tra medici e infermieri però ci sono anche tante persone positive, e forse bisogna cercare anche di tirare fuori un po' di grinta ed essere noi per primi quelli positivi e con la voglia di cambiare le cose.

Certo non è facile, e forse un po' di sfiducia generalizzata fa proprio parte del periodo in cui stiamo vivendo.

Se la mia pagina ti dà un po' di freschezza, devo dire che per me sono i commenti come i tuoi a darmi un sacco di carica per andare avanti col blog e con la mia esperienza lavorativa.

Grazie ancora!

Nicolò: forse hai ragione, ed è meglio non precludersi a priori mai niente.

Grazie di cuore per l'incitamento e per la fiducia! :)

Simone

Chiara ha detto...

Ciao Simone, leggo il tuo blog da un po'. In bocca al lupo per la tua nuova avventura da medico, ti auguro veramente il meglio. Sei una persona molto in gamba. Io ho 31 anni, sono iscritta al secondo anno di giurisprudenza dopo una prima laurea in lettere alla Sapienza (triennale e specialistica). Leggere il tuo blog, in alcuni momenti di incertezza e paura, mi ha dato molta fiducia e speranza. Buona fortuna!

Juan Segundo ha detto...

Ogni volta che passo da qui sono entusiasta. Per te e per quel che hai fatto. Per la vita che da sempre un'occasione ancora. Per me, che... non so perché, ma mi senti bene! Che dire? Niente nella vita capita a caso, tutto è sincronico, basta rendersene conto e sfruttare le occasioni!

chi ha detto...

ciao Simone...ho desiderato x anni di fare il medico...ci ho provato x 3 anni e alla fine sono riuscita ad immatricolarmi che ancora non mi sembra vero....mi hanno iscritta al 2anno perchè vengo dalla laurea in farmacia e pochi giorni fa ho dato il mio primo esame ovvero istologia ed embriologia.
Adesso mi tocca dare anatomia a giugno che purtroppo qui alla SUN è un unico esame di quasi 20crediti, insomma una follia...e ho molta paura perchè se non riesco a darlo x giugno, non riuscirò a fare tutti gli esami del 2anno...e mi arretrerò subito di 1anno...
E' dura, a volte se mi soffermo a pensarci, ho paura e tanta....penso che forse credevo fosse più semplice...ho continuamente paura di fallire...e penso che se arriverò dove sei tu ora, avrò paura ancora di più per il mio futuro, per un'eventuale specializzazione...
ormai se non ci si laurea con un voto molto alto, in specializzazione non si entra....ed io ho paura di non esserne all'altezza....
insomma, ho desiderato x anni di essere qui e ora che ci sono me la sto facendo sotto ecco...

Simone ha detto...

Chiara: grazie! In bocca al lupo! :)

Juan: grazie carissimo. Niente capita a caso, dici? Può darsi... e allora vedremo questo non-caso che intenzioni e che progetti aveva per noi! :)

Anonimo: farsela sotto per gli esami è normale. Vivere nella paura un po' meno. Quando arriverà il momento della specializzazione ci penserai. A parte che tra 5-6 anni non sappiamo nemmeno se e come funzionerà il concorso (sicuramente sarà diverso da quello attuale) c'è pure un sacco di gente che lavora senza essersi specializzata. Farsi così tanti problemi e scavarsi la fossa al secondo anno è davvero poco utile!

In bocca al lupo!

Simone