17/10/08

La fine del diritto allo studio. Di nuovo.

Aula-studio di ingegneria civile. Sto studiando in compagnia di qualche altro studente sfigato come me, quando la porta si apre di colpo ed entra uno dei rappresentanti.

Ha l'aria agitata, quasi sconvolta: un ministro malvagio ha fatto una legge al solo scopo di distruggere l'istituzione universitaria (distruggere Ingegneria... ora come ora non mi suona poi tanto male) e se non ci sbrighiamo a scendere in piazza e a manifestare contro questo decreto allora il diritto allo studio sparirà per sempre.

Io e gli altri sfigati ci guardiamo negli occhi con lo sguardo di chi pensa: e sticazzi?!

«Ma io devo studiare Meccanica Razionale!» piagnucolo io, suscitando un lieve mormorio di assenso.
«In effetti avete ragione» commenta il rappresentante, che a quel punto si scorda della manifestazione e decide di rimanere a studiare assieme a noi. Il professore di Meccanica Razionale fa troppa più paura di qualsiasi regime, ministro malvagio o colpo di stato prossimo venturo: vi giuro che, qualche volta, ancora me lo sogno.

Questo accadeva qualcosa come 13 anni fa. Ma, come si dice sempre, il passato torna spesso a trovarci, e quando oggi sono andato a seguire Molecole e Cellule qualcosa (ho rinunciato a imparare i nomi degli esami di Medicina) mi sono ritrovato in mezzo a una scena simile: un nuovo ministro malvagio (o forse è lo stesso di allora, risorto dalle ceneri per vendicarsi?) vuole annientare il diritto allo studio, e l'unica forza in grado di contrastarlo è quella dell'unione studentesca attraverso l'arma dell'interruzione della didattica.

«Ma che senso ha che i professori non facciano lezione?» commenta una ragazza che per caso aveva deciso di ragionare sulla cosa. «Questo è un provvedimento che danneggia gli studenti, non il governo!»

E vabbe', corsi e ricorsi storici insomma. Non so come andrà a finire tutta questa storia del nuovo decreto con proteste annesse (so invece benissimo DOVE andrò a ritrovarmela, e non penso di doverlo specificare) ma effettivamente la sensazione di Dejà Vù è stata abbastanza forte: chiuderanno l'università? Non potrò mai finire gli studi? Mi toccherà addirittura andare a lavorare?

Possibile che ogni volta che decido di prendere una laurea arriva il ministro malvagio che decide di combinarmi qualche casino? E se tanto mi dà tanto, adesso arriverà anche la Meccanica Razionale di turno... e allora sì che sono cazzi davvero!

E se volete la mia, difendere il diritto allo studio nella facoltà di Medicina è come fare la rianimazione cardiopolmonare a uno scheletro trovato in qualche fosso (tanto per rimanere in tema medico ^^): mi sa che siete arrivati un tantino in ritardo.

Ma di questo parliamo un'altra volta!

Simone

11 commenti:

Gloutchov ha detto...

Beh... coraggio. Alla peggio apriremo assieme un chiosco su una spiaggia cubana. Io farò le piadine, tu i bucatini all'amatriciana ^_^

Poi... dicono che le università, a Cuba, siano tra le migliori al mondo!!

L ha detto...

Meccanica razionale?
Ma esiste anche una mezzanica irrazionale?
Se esiste, consigliatemi qualche libro che me la studio subito.

Simone ha detto...

Glauco: be' a questo punto il chiosco me l'apro a Ostia, che è più vicino all'università ^^.

L: non credo esista, per fortuna.

Simone

Alex McNab ha detto...

Oggi il ministro Sacconi ha dichiarato che:

"Oggi si è svolto uno sciopero organizzato da sigle minori e l'effetto annuncio è stato quello di una diffusa rinuncia a utilizzare i mezzi di trasporto pubblico nonostante il grado di adesione si rivelerà particolarmente basso. La riforma ha proprio lo scopo di dare maggiore certezza su livelli di adesione e informazione per i servizi di pubblica utilità, richiedendo un referendum obbligatorio e l'adesione individuale preventiva in modo da sapere quanti vi aderiranno", ha spiegato Sacconi, aggiungendo che il governo avvierà una consultazione con "le sigle sindacali maggiormente rappresentative" prima di presentare formalmente il testo della delega.

"Allo stesso tempo si vogliono promuovere forme di arbitrato e conciliazione e la delega prevede anche che la comminazione delle sanzioni -- che oggi sono affidate alla commissione di garanzia -- vengano invece affidate ai prefetti", ha continuato il ministro.

La nuova disciplina prevede "più in generale per tutte le attività che il diritto di sciopero dovrà essere svolto senza danni per i diritti della persona o danni irreversibili per le imprese", come il caso di un impianto produttivo "che salta per il venir meno della manutenzione minima".

In più, dice il ministro, "si incoraggia lo sciopero virtuale non astenendosi dal lavoro ma versando la retribuzione a un fondo". Il modello a cui pensa il governo prevede che le somme siano restituite ai lavoratori in caso di accordo con il datore di lavoro.

Spiegando la filosofia del provvedimento, Sacconi ha concluso dicendo che l'obiettivo è "tutelare le organizzazioni confederali maggiori rispetto alla concorrenza sleale delle organizzazioni meno rappresentative".

Ok, sembrano tutte parole sensate. Peccato che tale riforma al diritto di sciopero fosse prevista da un'organizzazione chiamata P2.
Verranno tutelate sempre meno categorie sfigate come studenti, operai, lavoratori precari, e sempre più le imprese.
Ah, però ricordatevi che lo fanno per il nostro bene, brutti comunistacci!!!

Auro ha detto...

Anche io ho la sensazione di dejà vu. Mi ricorda tanto quando ci siamo sbattuti per scioperare contro la riforma Moratti (io sono piccolina, all'epoca ero alle superiori). Il problema è che alla fine la riforma l'hanno fatta lo stesso e ce la siamo beccati tutti in quel posto. Senza contare che al momento il governo manco si preoccupa di domandarsi che il Parlamento (organo che dovrebbe garantire in un certo senso la democrazia in Italia) dica la sua. Addirittura il dialogo con l'opposizione è inutile perchè non sono d'accordo con le idee della maggioranza (strano in effetti, che l'opposizione faccia opposizione).

Io onestamente mi sento un po' meno libera ora, ma non oso pronunciare la parola regime, perchè non sarebbe politically correct. Peccato che della P2 non si ricordi nessuno ma secondo me sono troppo impegnati a guardare la deFilippi.

Claudio Giubrone ha detto...

Dove hai sentito parlare di Parlamento? Il Parlamento italiano non esiste. E' come il sud: c'è il mare e in mezzo un pilone arrugginito.

Io spero di arrivare a prendere la laurea, intanto mi imparo seriamente una lingua e poi se le cose vanno peggio di adesso me ne vado. Un po' drastica come soluzione, ma l'aria che tira per me è questa.

P.S Sai quando si inizia a fare pratica sui cadaveri a medicina?

Simone ha detto...

Il senso del mio post era che, in genere, certe cose sono un po' montate e alla fine non credo che l'università chiuderà davvero in seguito a questa riforma.

Riguardo ad andarsene dall'Italia, credo che in certi paesi sia più facile lavorare ma che la vita sia meglio qui da noi. Insomma alla fine le cose si equivalgono e ogni posto ha i suoi pro e contro.

E per quanto riguarda i cadaveri da sezionare, per il momento ad anatomia ci danno le ossa di plastica... credo che ci sarà un'autopsia prima o poi, ma da qui a farla sezionare a me (che vomiterò al primo taglio) ce ne passi ^^.

Di cadaveri non da sezionare comunque già ne ho visti un po' alla Croce Rossa. Personalmente, mi fa più impressione la gente ancora viva... ^^

Simone

Alex McNab ha detto...

Certo che l'università non chiuderà, ma probabilmente avrà un ulteriore ridimensionamento qualitativo.
Taglia taglia, non è che si possano poi fare grandi progetti.
Se non sbaglio è appena uscita una ricerca secondo cui non c'è un'università italiana tra le prime 200 , nella classifica delle più qualificate e moderne.
Roba da quarto mondo...

Simone ha detto...

Secondo me i soldi ci sono, soltanto che li buttano al secchio. Non è una questione di tagliare ma di usare meglio.

Simone

Angra ha detto...

La mia professoressa di Meccanica Razionale spaccava sì i mazzi (il giusto), ma era una persona molto piacevole. Poi siamo anche diventati amici.

Ciao Clara! ^_^

Simone ha detto...

Angra: io invece coi professori ho avuto sempre un pessimo rapporto. E per Meccanica Razionale pensavo seriamente di abbandonare Ingegneria... ma purtroppo poi l'ho passato ^^.

Simone