13/05/09

Stasera piove.

Saranno le 10 e mezza di un lunedì sera.

Fuori fa un tempo da schifo. Non ho sentito nessuno, in giro non c'è niente di organizzato e tra l'altro domani devo anche alzarmi presto. Questa sera, insomma, si resta a casa.

Prendo una birra dal frigo. Poi mi butto sul divano a guardare la replica di qualche programma che dovrebbe far ridere, ma che in genere mi dà solo sui nervi. Tanto non è che ci sia altro da vedere, di scrivere non mi va e bisogna solo far passare un paio d'ore prima di andare a dormire.

Me ne sto con le gambe stese e la testa su un cuscino, e per un attimo mi pare quasi di osservarmi da lontano e di vedermi per come sono in realtà. Tante volte credo di essere ancora un ragazzino, e invece questa volta mi sembro più grande. Ho passato i trent'anni da un bel po', ormai. E sono un uomo adulto già da un bel pezzo.

Osservo la mia casa. Non è molto grande, ma all'improvviso mi manca qualcosa: di colpo, ho la sensazione di trovarmi in una stanza vuota. Che poi la stanza era vuota anche prima, solo che adesso ci faccio più caso.

La verità è che non mi è mai piaciuto molto stare solo. Di sicuro non la sera, e non per lungo tempo. La compagnia, quando non ce l'ho, mi manca sempre. Ma per la prima volta credo da quando sono nato avverto una mancanza più profonda. Penso ai miei genitori. A mio fratello e a mio nipote. Mi chiedo come sarebbe la stessa stanza con una donna che guarda la televisione accanto a me, e un bambino piccolo che mi dorme in braccio.

M'immagino la famiglia che avrei potuto avere, ma che non ho mai cercato. La famiglia che un giorno - forse - avrò davvero, ma che adesso già mi manca.

Finisco la birra. Poi mi affaccio alla finestra e fumo una sigaretta, guardando la notte.

Stasera piove. E single è solo una bella parola, per definire un uomo solo.

Simone

22 commenti:

dactylium ha detto...

Mi è piaciuto particolarmente questo post, forse perché, essendo (quasi) coetanei, posso riconoscermi in molti degli aspetti che hai descritto.

Spesso rimango impressionato dalla tua capacità di scrittura, e, nonostante le apparenze, non sono di bocca buona.

Il punto è che con quattro righe sei riuscito a rendere veramente percepibile la sensazione di vuoto. Non è facile.
Ecco un aspetto diverso (quello meno faceto) del nostro (ex) emergente. ;-)

In questo momento stai guardando al futuro, a un mondo (quasi) nuovo da costruire. Le speranze sono più forti della nostalgia.

Penso sia molto peggio quando invece si guarda al passato, si pensa alle occasioni sprecate e ci si rende conto che, superati abbondantemente i 30, non si è ancora combinato nulla di rilevante o non si è restituito alla vita almeno una porzione di quanto si è ricevuto. Ma naturalmente non è di te che stavo parlando.

Un saluto, dacty

Alex McNab ha detto...

Il post è molto bello (io lo infilerei in un romanzo!), ma concordo solo in parte.
Vedo molti amici che proprio per non stare soli tengono in piedi storie sentimentali ridicole e dannose, dove la prima vittima è la dignità di entrambe le parti.
Stare solo è un buon compromesso (IMHO) finchè non si trova la persona per cui vale veramente la pena stravolgere le proprie abitudini.

Se invece stiamo più sul generico, anch'io non posso vivere senza amici e mi chiedo come ci riescono alcuni tizi (anche più giovani di me) che a 30 anni hanno deciso di vivere da "eremiti".
E per essere eremiti nel 2009 non serve cacciarsi in una baita a 3000 mt di altezza, basta alzare bandiera bianca davanti alla prima avversità (lavoro, casa nuova, stanchezza) e perdere pian piano i contatti col mondo.
Purtroppo ho perso degli amici proprio per questo.
Chissà se anche loro ogni tanto si chiedono come mai si trovano a passare tante serate da soli...

Gloutchov ha detto...

Un giorno, chiacchierando con una mia amica inglese, siamo caduti sul significato della parola "single".

Vedi... gli italiani fanno molta confusione. Nei paesi anglosassoni un "single" è una persona che non ha un legame fisso. Ciò non significa che è solo ma che va di fiore in fiore (una donna diversa ogni giorno e viceversa). Essere single è quindi una sorta di "way of life" e non una condizione triste. Una scelta ponderata.

Un uomo solo... o una donna sola, nei paesi anglosassoni, si chiamano "Alone".

Ad ogni modo, ora che farai mille presentazioni del tuo libro... avrai occasione di conoscere tante donzelle, non si sa mai che le cose non cambino, no?

Quanto agli amici, per allacciarmi al discorso di Alex, beh, basta essere aperti e disponibili verso il prossimo. Se quelli di vecchia data si allontanano, non significa che non possano arrivarne di nuovi ^_^

Tornando al post...
Ammazza quanto sei bravo quando scrivi, mi hai commosso.

Simone ha detto...

Dacty: grazie. Anche secondo me è un bene guardare il futuro, e anche se forse non sembra questo è un post molto positivo (almeno per come lo vedo io).

Alex: anch'io vedo gente che se non sta "accoppiata" sembra che sia una tragedia. Poi questa storia di trovare la persona giusta l'ho sempre raccontata pure io, ma se il 90% di quelli che conosco è single è anche perché non ci accontentiamo mai e sognamo realtà irrealizzabili.

Di eremiti ne conosco un po' pure io... anzi ne conoscevo, visto che non si fanno più sentire ^^.

Glauco: per me non è che schiocchi le dita e trovi una donna nuova, come nessuno sta sempre e assolutamente solo. Single è single ed è un misto delle due cose.

Poi tu hai fatto più presentazioni di me: come erano le donne che hai conosciuto? ^^

Simone

Gloutchov ha detto...

Beh... un paio carine c'erano ^^

Mirco ha detto...

Io sono un eremita. Esco poco, i miei amici mi danno per disperso o morto parecchie volte.
Ma è anche una questione di pigrizia.

Dama Arwen ha detto...

Io non sono single.
Mi sono staccata dalla mia famiglia un paio di mesi fa.
Avevo un disperato desiderio di indipendenza e solitudine.

Il distacco non è stato entusiastico come immaginavo.

Il fatto è che sto con una persona, di cui sono profondamente innamorata ma che è (ancora?) lontana, che mi manca da morire, che fa scattare in me tutti i pensieri che hai espresso tu nel tuo blog.

A me è risparmiata solo la tristezza di vedere fratelli e/o sorelle già sposati con una famiglia.
Non perché ciò sia qualcosa da dover inseguire obbligatoriamente, ma perché - a me - dà l'impressione che gli altri si siano realizzati e io no. O non ancora almeno.
Bellissimo post cmq, grazie.

Auro ha detto...

Ammazza, ci mettete molto voi uomini eh ad arrivarci a sto senso di vuoto! E' un bel post, Simone, davvero, ma questo te lo han detto già.

Sono contenta di essere tornata a scrivere (ho cambiato blog ancora ^_^"), leggere e commentare blog proprio con questo post.

In ogni caso il senso di solitudine credo sia la malattia peggiore di questo secolo. Non ci si ferma più ad apprezzare gli altri, ad accontentarsi, ad amare. Non si ha più nemmeno voglia di fare sacrifici per costruire qualcosa. Credo sia il prezzo da pagare per le medicine migliori, i telefonini e internet. Non so come mai ma mi mette molta tristezza.

Anonimo ha detto...

Ciao, stavo saltellando fra un blog e l'altro, quando sono rimasta colpita dal tuo post, soprattutto per l'immagine che hai inserito. Infatti io ho appena inserito la stessa immagine di Caspar David Friedrich come mio screen saver per un motivo che penso opposto al tuo: ho una famiglia, vale a dire un marito, un figlio (che in questo momento sta guardando i cartoni animati a tutto volume), genitori, suoceri, cognati, nipoti, colleghi e capoufficio che si industriano a riempire le mie giornate fino all'ultimo minuto. In questo momento sto provando un grande desiderio di solitudine, misto a un senso di tristezza. Mi sento su una giostra dalla quale non è consentito scendere. Quest'immagine del viandante sopra il mare di nebbia mi ha aperto il cuore! Vorrei essere lassù, lontana da tutto e da tutti(forse rientro nella categoria degli eremiti?)o - in un'alternativa più abbordabile - sola sul "MIO" divano a bermi una birra allungando le gambe. Riflettendoci forse noi tutti ci portiamo dentro un pezzettino di quella tristezza che hai provato l'altra sera, sta lì in agguato e - zac - improvvisamente ci fa spalancare gli occhi su quello che più ci manca...evidentemente la solitudine e il desiderio di solitudine sono due facce della stessa medaglia. Scusa se sono stata prolissa, ora chiudo, per vostra fortuna è suonato il timer e devo andare a scolare la pasta!
Cristina

Simone ha detto...

Mirco: be', evidentemente non siamo tutti uguali!

Dama: sinceramente il fatto che mio fratello sia sposato non mi mette tristezza. Anzi: in fin dei conti la famiglia è sempre una compagnia in più, e poi mio nipote è fantastico.

Auro: mi sa che hai ragione... almeno in parte.

Cristina: grazie dell'intervento dall'altro punto di vista. Ho sempre pensato che chi è troppo "impegnato" con famiglia, figli e tutto il resto senta il bisogno opposto di restare un po' da solo. Alla fine credo che il problema sia realizzare quello che vogliamo: vorremmo una famiglia, ma anche tempo per noi stessi... e di sicuro è difficile.

Simone

Dama Arwen ha detto...

:-)

Allora ti domando scusa se ho male interpretato la tristezza laddove non c'era!

Dilva ha detto...

Ciao Simone,
Piacere mi chiamo Dilva! ho 22 anni e sono di napoli. Comunque complimenti per il libro, mi piace come scrivi. Sai, anche a me piace scrivere, seguo già da un pò il tuo blog, ma solo ora ho sentito il bisogno di risponderti perchè questo post mi ha fatta riflettere parecchio. Leggendo le tue parole mi sono resa conto che abbiamo delle cose in comune, posso capire quello che provi. La percentuale dei miei testi è piena zeppa di emozioni simili: Il vuoto, l'assenza, la solitudine.
Sono proprio quelli i momenti in cui riesco a esprimermi meglio. Tu però sei molto forunato perchè riesci a scrivere con molta costanza, io quando sono felice o soddisfatta non riesco a scrivere, preferisco vivermi quel momento^-^
Questo post è la dimostrazione della tua umiltà, tu non hai paura o presunzione di nasconderti dietro la maschera di quello che ha raggiunto qualcosa, anzi ti apri agli altri mostrando la parte più debole di te, quella di un uomo normale che in un momento qualsiasi della giornata riflette su se stesso e sulla sua vita. Io penso che questa sia la vera anima dello scrittore, il mostrarsi come uomo e non come "eroe"
Qualcuno potrebbe invidiarti, io stessa ti invidio (studi,lavori, vivi da solo, HAI SCRITTO UN LIBRO, e hai anche il tempo di aggiornare il blog..WOW), io non ho ancora concluso niente nella mia vita, e trovare un lavoro qui a Napoli è una tragedia; Nonostante questo tu non intimidisci le persone, ma le dici: "Ehi! Voi!? anche io mi sento come voi, sono solo come tutti voi"
e questo ti fa onore.
Per quanto riguarda la questione "single", oggi è molto difficile trovare una donna perchè le donne di oggi sono più indipendenti degli uomini, o almeno vogliono esserlo, ed è questo desiderio che le allontana da un pensiero "originale", ossia: Amare un uomo, accudirlo, essere la sua donna, la sua amante, la sua spalla. Non ci sono più le donne di una volta, ora le donne vogliono fare le "dure", vogliono dimostrare al marito o fidanzato che se la possono cavare da sole. Secondo il mio parere è questo il motivo per cui gli uomini sono cambiati tanto, tutto parte dalle donne. Il sogno di rivalere su di loro intimidisce parecchio l'uomo, cosa che non accadeva ai tempi dei nostri nonni^-^

Scusami sono stata lunga, avevo veramente una gran voglia di risponderti, spero di venire ad una tua presentazione un giorno, magari ti faccio leggere qualcosa di mio, "Mi chiamo Dilva!" ti dirò porgendoti la mano, e penso che basti questo per farmi riconoscere
ehehe

Simone ha detto...

Dama: ma figurati! ^^

Dilva: che belle parole, grazie davvero!

Io non penso di aver raggiunto chissà che cosa, visto che davvero mi sentirò realizzato con moglie e figli, la laurea in medicina e un paio di best-seller sugli scaffali (insomma: mai). Ma adesso sembro quello che fa il modesto per finta per cui meglio lasciar cadere il discorso ^^.

Riguardo alle donne, in effetti non sei la prima che mi fa un discorso del genere. Forse è anche colpa di noi uomini che non vogliamo accettare questa "uguaglianza", per cui magari si potrebbe cercare un compromesso. Il problema è che il compromesso non va bene a nessuno, ed eccoci qui tutti solo a scrivere post piagnucolosi.

Poi non so se farò tante presentazioni... però Dilva vedrò di ricordarmelo!

Simone

Dilva ha detto...

Oh certo va bene, comunque io mi faccio sentire coi commenti, quindi il mio nome lo avrai sempre bene in vista ahahahah^^
Sai nemmeno io so che origina ha sto nome, so solo che mio nonno era italo-spagnolo, quindi la mia bisnonna si chiamava Dilva ed era spagnola...
comunque in bocca a lupo, ne hai bisogno, a me fa sempre piacere palare con qualcuno che condivide le mie stesse passioni. Ti dirò sono andata sul blog di Licia Troisi ma non mi ha risposto.

Anonimo ha detto...

Ho letto tempo fa in un e-book:
“Quel giorno nel cielo c'era una stella che brillava più delle altre.”


.. oggi ne ho scoperta una anch’io.
: ))))))))))

Laura

Simone ha detto...

Dilva: parli di nomi spagnoli con uno che si chiama Navarra! E poi Licia poverina avrà 100 volte i commenti che ricevo io... e 1000 volte i lettori. ^^

Laura: :-)

Simone

Alex McNab ha detto...

Oh, ma piove ancora?
Aggiornaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

;-)

Simone ha detto...

Alex: sto studiando Biochimica... e co' 'sto sole chi lo legge il blog di Sabato? Ho già qualcosa pronto per lunedì, spero ^^.

Simone

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Accidenti, proprio bello. Complimenti, Simone!

Alex McNab ha detto...

bene, bene, ho voglia di leggere un tuo nuovo post ;-)

Velocifero ha detto...

Ciao Simone,
spero abbia smesso di piovere e che la tua biochimica proceda per il meglio. Io sto preparando Psicologia Clinica, ho l'esame tra qualche giorno... e poi toccherà a Biologia e Genetica, che trauma. Ti do una bella news, ieri ho sganciato dei miei amici alla ricerca del tuo libro e l'hanno trovato. Ora ce l'ho tra le mani e me lo leggerò pian piano! :)

A presto..! :]

Simone ha detto...

Taotor: grazie!

Alex: sì sì ora aggiorno!

Velocifero: grazie davvero, ciao!

Simone