15/09/09

A volte succede davvero - la prima scaletta del mio nuovo romanzo: che ve ne pare?

Vi spiego subito il senso di questo post: ho una mezza idea per un nuovo romanzo, voglio buttare giù quello che ho in mente e sono curioso di sapere che cosa ne pensa il resto del mondo, rappresentato nella sua totalità da uno sparuto gruppo di lettori del mio blog.

Insomma eccovi quello che ho più o meno in mente, e poi a voi la parola:

Titolo: a volte succede davvero.

Genere: romanzo drammatico/tragico/comico. Sarebbe tipo Primo Mazzini, per intenderci, però non di fantascienza ma (più o meno) realistico.

Sinossi super sintetica:


L'editore di una piccola casa editrice è sul punto di divorziare, sta per andare fallito e viene abbandonato da amici e collaboratori.

Prendendo l'occasione da un intervento chirurgico si fa dare per morto, dopo di che vive per giorni/mesi/anni (ancora non ho deciso) come un senzatetto, mentre scrive il romanzo che sognava di scrivere da una vita.

Tornato a una vita normale (per motivi ancora da definire) si renderà artefice di un gesto eroico, e intervistato in diretta televisiva sfrutterà l'occasione per pubblicizzare il proprio libro.

Stile/tono del libro:

Si tratta di una storia estremamente drammatica: una persona cinica e sola (l'editore protagonista) ha un divorzio in corso, sta per andare in bancarotta e viene abbandonata da tutti nel momento in cui deve affrontare un intervento chirurgico per una malattia che quasi certamente lo ucciderà.

Solo che poi la situazione si risolve in modo inaspettato, alleggerendo l'aspetto drammatico. Il lato comico, o comunque ironico, è dato dall'assurdità dei personaggi e dalle loro azioni.

Momenti salienti:

- L'operazione chirurgica a cui si sottopone l'editore è per la rimozione di un tumore che si rivela inesistente per via di un errore medico. Il protagonista si offre di non denunciare nessuno a patto che dicano a tutti quelli che lo cercheranno che è deceduto durante l'operazione.

- Durante l'intervento il chirurgo apre la scatola cranica del protagonista, ci guarda dentro, vede che non c'è nulla e che si sono sbagliati e inizia a fare a pezzi la sala operatoria in una specie di attacco d'ira. Il chirurgo immaginatevelo tipo il cattivo del silenzio degli innocenti, o come un Devon Rex (personaggio di Primo Mazzini) violento e arrivista.

- In apertura della storia il protagonista prende in giro il manoscritto di un'autrice sconosciuta che in prima pagina ha scritto "pubblicare un libro è sempre stato il sogno della mia vita" e poi lo butta nel secchio della spazzatura. "A volte succede davvero" potrebbe essere il titolo del libro in questione.

Alla fine della storia, l'editore torna nel proprio ufficio (abbandonato dal giorno della sua "morte") in cerca di qualcosa da pubblicare al volo per sfruttare l'improvvisa notorietà. Prende dal cestino il manoscritto che stava ancora lì dentro e lo mette tra le cose da pubblicare (senza nemmeno aver mai letto oltre la prima pagina).

- Non so ancora per quale motivo il protagonista torna alla vita "normale". Probabilmente incontra un suo ex-collaboratore che lo spinge verso l'esperienza "risolutiva".

- Uno degli autori della casa editrice fallita diventa famoso, e il suo libro riempie la vetrina di una libreria. Da senzatetto, l'editore commenta con la gente che gli dà l'elemosina "quell'autore l'ho lanciato io!".

- L'editore diventa una persona nota con una scena simile: c'è un incendio, o un incidente mentre lui si trova in un asilo/reparto maternità e salva da solo 10-20 ragazzini con qualche sistema assurdo (li mette dentro un enorme sacco della biancheria o in un carrello della spesa, e poi con le fiamme che divampano ovunque li cala dal settimo piano con una corda o qualcosa di altrettanto inverosimile).

- Dopo diversi mesi dalla "morte" del protagonista, l'ex moglie entra nella sua casa decisa finalmente a prenderne possesso, specificando a qualcuno che il suo ex marito era una persona orribile e che per fortuna era morto. L'editore però vive ancora lì dentro, tutto sporco e trasandato come un barbone (immaginate che non lavora e non ha soldi, e vive nella casa di sua proprietà senza corrente, acqua ecc) e caccia via gli intrusi gridando "via dalla mia casa!" come se fosse un fantasma.

Ok. Insomma, per il momento non è molto, ma alcune idee mi piacciono. La scelta di ambientare tutto nel mondo editoriale (qualsiasi altra realtà lavorativa sarebbe stata analoga) è un po' per puntare ancora su un argomento che mi pare possa interessare a qualche editore, e un po' perché parlare di romanzi e successi editoriali più o meno fortuiti è sicuramente più interessante di una storia in cui viene firmato un contratto per un servizio bancario, pulizie serali o forniture di materiali.

Insomma, che dite: vale la pena di lavorarci un po' sopra?

Io spero di si ^^.

Simone

26 commenti:

Alex McNab ha detto...

Sì...

valery ha detto...

ehm...dopo la prima riga, ho sbadigliato.

Angelo ha detto...

Insomma un po' Mattia Pascal, un po' Vita da Cani, con un finale da Eroe per Caso, il tutto però che diventa vendetta nei confronti di tutti gli editori che non ti hanno pubblicato... :D

Scherzi a parte l'idea mi sembra divertente. Credo valga la pena di lavorarci ;)

Simone ha detto...

Alex: ok! ^^

Valery: la prima riga della sinossi intendi? Be', infatti come inizio sarebbe moscio. Io partirei con una scena più "interessante", magari durante l'intervento chirurgico o l'incendio.

Angelo: sì infatti Mattia Pascal ed eroe per caso vengono in mente anche a me.

Però non è una "vendetta", nel senso che il protagonista parte cinico e arrivista e rimane così fino alla fine senza subire alcuna condanna morale... che tra l'altro non penso che meriti, visto che gli altri personaggi non sono migliori di lui.

Simone

Gloutchov ha detto...

Non so. I riferimenti a 'Mattia Pascal' e al film 'Eroe per Caso' potrebbero far pensare ad un plagio trasversale... non so.

Comunque, va dove ti porta il cuore. Scrivilo, proponilo... magari piace e, poi, chi sono io per dare un giudizio? Le mie cose son state tutte rifiutate! ^_^

Simone ha detto...

Glauco: qualcuno ce lo vedrà pure, però io le trovo storie molto diverse: in eroe per caso un altro si prende il merito di quello che ha fatto Dustin Hoffman e la storia è tutta incentrata su quello, mentre il fu Mattia Pascal non me lo ricordo tanto ma mi sembra che parlasse di una persona che cambiava identità... o sbaglio?

Poi se quello che scrivo ricordasse davvero Pirandello, be'... magari! ^^

Simone

Valery ha detto...

Simone era un modo di dire, cioè non è una storia che mi ha preso e da quel che ho letto non é qualcosa vedo fatto per scrivere da te(insomma siamo sinceri,che esperienze hai come homeless?),senza contare che non mi viene in mente nessuno scrittore emergente con trame così complicate, si solito inziano cons torie più lineari, ma buttando un occhio approfondito su un fase/evento in particolare.Da quel che ho letto, di solito gli scrittori/scenggiatori emergenti iniziano con qualcosa(senzazion/eventi ecc) che hanno davvero visto/vissuto in prima persona.
Tutto questo rigorosamente imho.
Valery

Simone ha detto...

Valery: infatti hai ragione, e il problema è proprio la parte "homeless" (come la chiami tu). Intanto è un abbozzo, magari mi viene un'idea migliore.

Riguardo all'idea complicata... forse hai ragione anche lì, ma non mi pare una storia più complessa di Primo Mazzini. Ma con "emergente" intendi qualcuno che scrive da poco o che non ha pubblicato altri romanzi? Perché questo sarebbe il sesto (se decido di scriverlo ^^).

Grazie per le critiche, le trovo molto ben "piazzate"!

Simone

Simone ha detto...

Cioè, il sesto non pubblicato ovviamente, ahah ^^

Simone

Valery ha detto...

Mmm confesso che mi hai fatto venire il dubbio a me stessa, su cosa si intede per "emergente" dovresti scriverci un post!

bè diciamo che mi riferivo ai libri/lavori vari, con cui si sono fatti notare da una buona parte della gente(non 4 galli insomma), anche se avevano già qualcosa all'attivo.
spero di essermi spiegata!

Per le critiche...bè diciamoci la verità:a criticare siamo tutti belli e bravi!Quindi magari non prendermi sul serio!

Io resto dell'idea che se è una storia idea, spiegabile in al massimo 3 righe, allora può funzionare.

Valery

Valery ha detto...

ps. dimenticavo: mai pensato di darti alla scenggiatura?
dovresti provarci, secondo me di può aiutare anche come scrittore.
Valery

Simone ha detto...

Valery: questa cosa delle 3 righe l'ho già sentita, e sono abbastanza daccordo. Diciamo che bisognerebbe poter dire subito di cosa parla una storia senza stare lì a spiegare. Solo che riuscire a sintetizzare fino a questo punto è più un'arte di chi fa marketing e non una caratteristica intrinseca delle storie... almeno secondo me.

Comunque: un editore fallito torna al successo dopo una serie di incredibili eventi fortuiti.

Come vedi, la parte homeless e il darsi per morto non sono nemmeno così fondamentali ^^.

E riguardo alla sceneggiatura, mi piacerebbe lavorare nel cinema e non la vedo una cosa tanto diversa dalla scrittura di un romanzo... ma - detto chiaramente - non credo che nessuno prenderebbe mai in considerazione anche solo l'idea di sfogliare (come dici tu ^^) un mio copione.

Simone

Valery ha detto...

Ecco come l'hai messo giù ora è già meglio e mi incuriosisce di più!
come scrittore io ti ci vedo sullo stile di Stefania Bertola(se nn hai mai letto niente di lei, leggiti "biscotti e sospetti").

e calma, se ti butti giù ancora prima di cominciare la vedo grigia.
Provaci, secondo me la sceneggiatura con le sue regole, ti posso aiutare molto!
Prova a scriverci un corto sulla storia che hai in mente di scrivere!

Dama Arwen ha detto...

Alcuni spunti li trovo interessante... il "plagio trasversale" col Fu Mattia Pascal nn l'ho notato, ma diciamo che è xké il libro non piacque e l'ho dimenticato.

A me l'idea piace. Tranne che le ipotesi x far diventare famoso l'editore (l'asilo nooooo :-P)

Poi tutto sta nel come lo si scrive! :-)

Simone ha detto...

Valery: sei davvero gentile! Per la sceneggiatura ci penserò... e intanto leggerò il libro che mi consigli!

Dama: in effetti, il come è piuttosto fondamentale ^^.

Simone

Federico ha detto...

Simone, il motivo per cui torna a fare l'editore ce l'hai in nuce: Prima è un editore stronzo (e nella sua stronzaggine lo tratteggerei esattamente come hai tratteggiato gli editori nel tuo Blog/libro, ché fa anche ridere), poi è autore emergente sfigato dall'altra parte della barricata che si rende conto di quanto siano stronzi gli editori, infine decide di tornare a fare l'editore non per i soldi ma per amore della scrittura.

Ok, rileggendo il mio aiutino, messo così è piuttosto moraleggiante da blockbuster hollywoodiano, lo ammetto.^^

Frankie P. ha detto...

La prima parte la trovo molto interessante, ben strutturata... L'editore fa una caduta 'di stile', preferisce cadere totalmente in basso che aspettare la sua fine.
L'unica parte che non mi convince è l'incendio/incidente: se lo descrivi cinico è arrivista non lo vedo il tipo da fare l'eroe, specie se vuoi farlo rimanere tale (cinico e arrivista). Nella realtà c'è gente che ti può guardare anche morire ma non alzerebbe un dito. E poi 10/20 bambini rende tutto più complicato!
Da quanto ho capito poi decide di riprendere con l'editoria ma è ancora un semi-barbone, e un libro da lui ripreso dal cestino fa successo (il terzo 'momento saliente' l'ho trovato stupendo, mi piace moltissimo l'idea)... qual'è lo scopo del salvataggio se è già un po' famoso di suo dopo la pubblicazione del libro citato sopra?

L ha detto...

Do ragione a Gloutchov, la storia è divertente, ma sa di già sentito. E non poco, direi.

Io non sono di certo un editore, quindi la storia potrebbe anche essere pubblicata e persino diventare un bestseller, ma la mia impressione non è positiva.

Da come ne parli sembra che tu sia già affezionato alla storia. L'entuasiamo è positivo e potrebbe portarti a scrivere un'opera interessante, ma la regola di Hemingway sull'uccidere i propri cari vale sopratutto per questi casi.

Ah, come sono dure le scelte dello scrittore emergente (frase lamentosa e inopportuna: ma mi piaceva, e l'ho scritta).

Davide ha detto...

Effettivamente confermo gli altri, sa di già sentito, ma il punto sta sempre sul come si narrano le cose, e nel tuo DNA c'è un originalità che potrebbe fare di questa traccia un capolavoro. Ho appena finito Primo Mazzini e per quanto mi sembrava di leggere il tuo blog (che adoro e che grazie al libro non ne ho sentito la mancanza ad agosto) secondo me al tuo stile di scrittura manca ancora qualcosa, ma purtroppo non so dirti cosa (sono un pre-scrittore emergente ormai rassegnato). Ma se continui su questa strada magari (probabilmente) non farai i soldi, ma continuerai a divertirci (e scusa ma questa è l'unica cosa che m'interessa.

Roby ha detto...

Ci sono storie che riassunte sono anonime ma per esteso sono bellissime (Delitto e castigo, il nome della rosa, ecc). Altre a cui succede il contrario. Secondo me non avresti dovuto postare l'idea, più che altro perchè i nostri sono giudizi di parte e, a parte qualcuno, ti appoggiamo (quasi) tutti. A me piace, scrivilo.

Mirco ha detto...

Secondo me dovresti farlo molto autobiografico, metanarrativo e connettivista. No, il terzo no.

Simone ha detto...

Federico: hmm... alla fine lo lascerei cinico, e lui l'emergente non lo fa mai si trova davanti a 10 telecamere e dice "sto cercando un editore per il mio libro" (o al limite se lo pubblica anche da solo, è da vedere).

Comunque holliwood in genere "funziona", ci penserò ^^.

Frankie: non è che fa l'eroe, solo ci si trova in mezzo. Cioè, per me uno può essere anche stronzo ma non lasciare crepare la gente, mica è pazzo.

Poi i tempi sono: fallimento, libro, incidente ---> fama. Il libro preso dal cestino non ha successo di per sé ma è pubblicato per "cavalcare" il momento di notorietà.

L: grazie, insomma potrebbe anche non essere una storia così originale. Comunque alla fine non credo che sembrerà una scopiazzatura... e anche se fosse per me uccidere i propri cari è anche scrivere un libro pensando che magari sarà bello e magari no, senza innamorarsi di storie "ideali" che magari nemmeno esistono.

Davide: mi pare che Primo Mazzini abbia raggiunto il suo scopo... i soldi scrivendo non li farò mai, speriamo almeno di divertire sempre più persone.

Roby: non so se è piaciuto proprio a tutti tutti... ^^ Comunque sì, forse non è stata una grande idea mettere la storia sul blog... ma non è che ho sempre tutte queste idee per gli aggiornamenti! ^^

Comunque grazie, credo che i commenti mi siano stati comunque molto utili.

Mirco: dici che il protagonista dovrebbe essere uno studente universitario di 34 anni? Ci penserò ^^

Simone

La Zia ha detto...

e l'Ammmore? l'Ammmore con la A maiuscola e le tre M non ce lo metti?
Manca l'Ammmore in questa sunto del libro!

Comunque, per quanto conti, a me sto tizio editore/finto malato/barbone/eroe sta già sulle palle e quasi quasi mi sta simpatica l'ex moglie che viene a rivendicare la casa.
E quella povera scrittrice emergente a cui cestina il manoscritto?
parliamone!

Sì insomma a me piace.
(per quanto conti)

La Zia imho.

Simone ha detto...

Zia: sì sì, c'è pure l'ammore... è che ho delle idee ma non si incastrano ancora bene nella storia.

Insomma devo pensarci ancora un (bel) po', grazie di nuovo a tutti!

Simone

ettomila ha detto...

Mah, raccontare la trama è inutile, se uno sa scrivere ci mette un secondo a tirar fuori il semi-capolavoro dalla tastiera anche con uno straccetto di filo conduttore..
Mi sembra, per la verità, che alla tua scrittura manchi la capacità di far nascere nel lettore la "visione" di quello che stai raccontando. Hai idee e intuizioni acute e assai simpatiche, ma a mio avviso il tuo modo di scrivere è ancora piuttosto embrionale. Tanto per dire: i tuoi post sono infarciti di ^^, che credo significhino "sto scherzando", oppure "ho fatto la battuta".. Questi segni hanno la stessa valenza degli emoticons, che vanno benissimo ma devono essere usati con estrema parsimonia, altrimenti il loro unico significato è: ti metto la faccina altrimenti non so come farti capire che sono allegro/triste/scherzoso.
Ehm.. vabbè, scusa il pippone

Simone ha detto...

Ettomila: in effetti la trama da sola serve a poco. Gli emoticon li metto ormai più per abitudine, anche se secondo me online hanno un loro motivo di esistere (c'è gente che si offende subito se non sottolinei che stai scherzando).

Su quella cosa del modo di scrivere non so che dirti, comunque credo che bene o male ormai il mio stile sia quello che leggi sul blog o negli ultimi ebook.

Ciao!

Simone