16/02/09

(Quasi) tutto arriva, per chi sa aspettare.

Novità, grandi novità o quasi novità, visto che sono cose che un po' già si sapevano:

Intanto ad Anatomia I ho preso 23. Che non è poi questo gran bel voto, ma non è nemmeno da buttare visto che hanno bocciato quasi metà delle persone e - personalmente - ho trovato questo esame davvero difficile. Qualcun altro avrà preso 30 studiando una settimana... ma vabbe': infatti ho detto personalmente ^^.

Sarà che era tutto da imparare a memoria tipo poesia delle medie (soltanto che neanche ci stavano le rime!) e che mentre ripetevo la gamba mi scordavo il braccio e mentre ripetevo il braccio mi scordavo la testa... comunque vabbe': potevano darmi qualcosina di più come potevano benissimo darmi molto di meno, per cui questo era il primo scoglio da superare e posso dire che è andata decisamente bene. Adesso mi mancano solo altri 50 e rotti esami (sinceramente non sono ancora riuscito a contarli) e poi con la seconda laurea ho finito: e pensare che ci voleva così poco ^^!

Per quanto riguarda invece il settore letterario io scrivo, il libro che non so se vi ho già detto ma che sto per pubblicare ormai a breve, in seguito alla solita serie di auto-ricerche da scrittore sfigatissimo è uscito fuori:

Questo


questo

e anche questo!

A parte che finchè non lo vedo sugli scaffali per me il libro non esce e resta sempre un pesce d'Aprile (che del resto la data di uscita è quella) questa cosa mi ha dato una sensazione allo stomaco simile a quella che si ha in cima alla prima discesa delle montagne russe, quando il carrello è salito fino al punto più alto. Speriamo insomma che poi ci sia da divertirsi con giri della morte, discese terrificanti e cose del genere, e che alla fine la gente non scenda giù sbadigliando ^^.

Per quanto riguarda invece il futuro più prossimo, per non dire imminente, questa settimana devo dare non uno, ma ben due esami (sempre nell'idea che io chiamo esami anche i cosiddetti moduli, corsi integrati, esoneri o quello che è, visto che tanto devi darli per forza). Si tratta della parte organica di Chimica (l'inorganica me l'hanno riconosciuta da Ingegneria) e della prima passata di Biologia, materia che poi andrà riesumata per fare l'orale insieme a genetica, a Giugno.

Sono prove molto più semplici di quanto non fosse Anatomia I... solo che ovviamente finché dovevo dare Anatomia ho studiato quello, nella ormai radicata tradizione studentesca di trascurare le materie meno esigenti. Ce la farò a passarli tutti e due? Andrà bene almeno uno? Mi segheranno tutti e mi faranno cancellare pure Anatomia I, per punizione?

Chi vivrà vedrà (o leggerà su questo blog)... ma adesso è meglio che vada a studiare.

Simone

13/02/09

I problemi che non sapevate di avere: il presentatore del quiz televisivo che ci mette mezz'ora a dirvi se la risposta è giusta o sbagliata.

Lo so che ci sono problemi ben peggiori nella vita. Però che senso ha provare ad affrontare delle sfide grandi e memorabili quando non abbiamo più nemmeno la capacità di pretendere dei progammi televisivi che non ci facciano venire l'esaurimento nervoso?

La situazione già la conoscerete tutti, ma ve la riassumo per evitare equivoci:

Studio televisivo di un programma a quiz qualunque: un po' di donnine col culo di fuori tanto per aumentare l'audience, un concorrente che sta a metà tra il vincere un miliardo o tra tornarsene a casa senza un cavolo di niente, e un presentatore che per accontentare gli sponsor o la regia o entrambi deve tirare la cosa il più a lungo possibile.

«Qanto fa due alla terza?» ripete il conduttore per la centomilesima volta. «Le risposte possibili sono: un milione, otto, rosso e infinito». Tra l'altro, avete mai notato come le domande a carattere scientifico sono sempre a livelli idioti mentre quelle di cultura generale sono impossibili?

Il concorrente è sudato, nervoso, teso, stanco, spaventato e anche - devo dire - un pelino ansioso.

«Credo che faccia rosso» dice, cercando di usare un tono simpatico come se tanto a lui un miliardo in più o in meno non gli cambia niente.

«Sei sicuro?»

«Uhmm» il concorrente non è sicuro (per lo meno!) però si butta. «Sì, sono sicuro».

«Sei sicuro sicuro

«Oh, vaffanculo! T'ho detto di sì».

Magari lo dicesse! E invece la storia va avanti per venti minuti, fino a quando finalmente la risposta è stata data, confermata e firmata col sangue e al presentatore non resta che dirci se il beota in questione ha vinto le centinaia di migliaia di euro del premio o (come se non si fosse capito) se ne andrà a casa a farsi prendere per il culo da amici e parenti per l'eternità. Non sapeva fare le potenze, scriveranno sul suo epitaffio, e per questo è morto povero.

Ma invece non è così. Le luci dello studio si abbassano, parte una musica angosciante (un accordo di 13 note ripetuto a oltranza) e il tizio che presenta inizia con una lagna che non finisce più.

«Tra poco (pausa inutile) il nostro concorrente (pausa noiosa) scoprirà (pausa lunga) se la sua risposta (pausa fastidiosa) è quella giusta (aripausa) oppure (oddio basta pause!) se purtroppo (guarda che ora cambio) dovrà uscire (basta!) dalla casa del Grande Fratello». E ok: non lo fanno solo i quiz televisivi, purtroppo.

E poi, proprio sul più bello, quando pareva che il tedio fosse oramai giunto al termine, il conduttore si rivolge alla telecamera con un sorriso fin troppo anticipatorio, e annuncia:

«Ma ve lo diremo dopo la pubblicità

A questo punto normalmente io li mando a fanculo, cambio canale, e inizio ad annoiarmi con le pause di un altro programma. La cosa peggiore, è che non saprò mai quanto faceva due alla terza.

Quasi soluzioni:

Visto che questa volta sono andato troppo per le lunghe, con le soluzioni andiamo un po' di corsa:

1) Registrate le puntate, e guardatele mandandole avanti veloce. Scoprirete che le pause sono ancora piuttosto pesanti, ma più sostenibili.

2) Durante la pausa prendete la macchina, guidate fino a Cinecittà (fate in tempo anche se abitate dalle parti di Firenze o a Napoli) parcheggiate, prendete il pass, trovate lo studio dove girano il programma, prendetevi un caffé che tanto avete tempo, fumatevi pure una sigaretta con calma, entrate, trovate posto, toglietevi la giacca e sistematela con cura accanto a voi e poi gridate con tutta la voce che avete in gola la risposta esatta mentre il concorrente si sta giocando cinquecentomila euro. Sono proprio curioso di sapere che cosa vi dicono.

3) Se vi abituate a prendere bene i tempi, potete cambiare canale al momento giusto e seguire 3 quiz televisivi e un reality in contemporanea senza perdere un singolo istante. Il problema, qui, è che impazzirete.

4) Non guardare più stupidi programmi televisivi lenti e noiosi. Che del resto è la soluzione più ovvia...

Ma adesso, con tutto il tempo libero che vi avanza, che cavolo ci fate?

Simone

11/02/09

Le persone che hanno (quasi) cambiato il mondo: Robert Hooke, lo scienziato senza volto che scoprì un po' di tutto.

Tanti fisici e ingegneri vi diranno che Robert Hooke è famoso per essere l'autore della legge che porta il suo nome, che - da quel poco che mi ricordo - descrive qualche fenomeno noioso tipo il rapporto tra tensione e deformazione nei materiali.

Quello che quasi nessuno invece sa, a meno di non fare un complesso lavoro di ricerca su Internet (si tratta di scrivere Hooke e premere invio) è che questo scienziato è stanto anche scopritore - tra le varie cose - degli anelli di Newton, inventore del pendolo di Newton, praticamente co-scopritore della legge di gravitazione Universale (sempre di Newton) e ideatore di un attrezzo talmente inutile che è toccato aspettare 200 anni prima che qualcuno si decidesse a copiarglielo: la famosa (??) ruota di Savart.

Biografia ridotta:

Nato nel 1636 sull'isola di Wright, figlio del curato di Freshwater, Robert Hooke studiò un po' di tutto partendo dalla Meccanica fino ad arrivare all'Ottica, e dalla Geometria fino alla Fisica, in cui divenne effettivamente dottore solo nel 1691 (per consolare chi sta indietro con gli esami).

Membro della Royal Society fin dai primi anni della sua fondazione, ne divenne sovraintendente nel 1677. Nel corso dei suoi studi, Robert si applicò in un'infinità di progetti tra cui degli studi sulla pressione atmosferica (successivamente chiarì la distinzione tra pressione venosa e arteriosa) il perfezionamento dell'orologio meccanico (per chi ancora non guardava l'ora sul telefonino) la scoperta della cellula, l'invenzione di nuove soluzioni architettoniche, studi astronomici e Dio solo sa cos'altro, visto che poi quello che scopriva se lo freg... fungeva da ispirazione per gli altri.

Dopo una lunga disputa con Newton (lo avreste mai detto?) morì nel 1703 probabilmente a causa del diabete e di vari problemi cardiovascolari di cui aveva sofferto per anni.

Perché ha cambiato il mondo:


Per via dell'infinità di scoperte che gli vengono (più o meno ufficialmente) attribuite, è difficile indicare il settore specifico in cui il contributo di Robert Hooke è stato maggiormente importante.

Volendo comunque dare un senso a questo articolo, direi che il lavoro di questo grande studioso è stato importante non tanto per quello che ha scoperto in prima persona, ma per il contributo che ha dato al lavoro di altri scienziati che, più o meno onestamente, hanno preso spunto dalle sue ricerce in moltissimi campi.

In particolare (ok, era qui che volevo andare a parare) i suoi lavori con la microscopia sono strettamente collegati agli studi di Antoni van Leeuwenhoek, un mercante olandese poco istruito e dal nome impronunciabile che - per 50 anni - bersagliò la Royal Society con i resoconti delle proprie osservazioni al microscopio. In queste lettere, il signor Leeu... lasciamo perdere: il signor Antoni raccontava di strani animaletti che vivevano nell'acqua dello stagno vicino casa sua, o ancora descriveva delle bestioline buffe e tanto piccole da non poter essere osservate a occhio nudo, e che abitavano nella robaccia che si ritrovava tra i denti.

In qualità di sovraintendente dell'illustre società scientifica, Hooke confermò le osservazioni di Antoni van Comesiscrive, aprendo così la strada allo studio dei batteri e dei vari microorganismi. Studio che avrebbe avuto inizio quasi 200 anni dopo, perchè sul momento non gliene fregava niente a nessuno.

Curiosità:

Per spezzare una lancia a favore di Newton (o per sputtanare anche Hooke) all'epoca di questi due personaggi pare che Robert fosse tra gli incaricati a verificare le ricerce di altri scienziati che venivano presentate alla Royal Society. Ci sono insomma ancora vari dubbi su chi supervisionasse cosa e su chi fosse l'effettivo autore di tante leggi che oggi sono attribuite a questo o a quell'altro scienziato.

Il fatto poi che Robert fosse in rotta con Newton, e che quest'ultimo fu anche a capo della Royal Society, parrebbe anche essere una delle ragioni per cui ogni ritratto di Hooke è casualmente andato perso (l'immagine nel post era stata attribuita a lui, ma è probabilmente di qualcun altro) e che oggi nessuno conosca che aspetto avesse questo grande scienziato.

Se da tutta questa storia possiamo trarre un insegnamento, insomma, è che non è mai il caso di litigare e giungere ai ferri corti con persone particolarmente influenti.

Anche se questa non è certo una grande scoperta.

Simone

09/02/09

Se fossimo tutti un po' gay.

Chiudo il discorso dell'altra volta con qualche riflessione aggiuntiva su questo tema, ma chiariamo subito: questo non vuole essere un articolo su motivi, cause e ragioni che portano a omo/etero/bi/trisessualità, e non è nemmeno un trattato politico o una presa di posizione pro o contro determinati atteggiamenti e stili di vita.

Per queste cose la rete è già piena di materiale più interessante, magari scritto da qualcuno con una mezza cultura a riguardo sulla quale basare eventuali prese di posizione. Insomma, se cercate un discorso serio potete tranquillamente leggere altrove, mentre io con questo post voglio soltanto dire che, se fossimo tutti un po' gay:

- Le uscite tra single sarebbero molto più interessanti.

- Le discussioni parlamentari giungerebbero a conclusioni inaspettate, e alle conferenze internazionali combinerebbero almeno qualcosa.

- Il mondo vivrebbe in pace... o sotto la continua minaccia di qualche checca isterica.

- Ci sarebbero sempre quelli che odiano chi è troppo gay (o chi lo è troppo poco). Però li picchierebbero piano, battendo il piede per fare più rumore.

- La lega ce l'avrebbe sempre duro, ma non lo vedo come un vantaggio.

- I PACS e altre cose del genere sarebbero scontati, e qualcuno si batterebbe per il matrimonio a tre.

- Tutti riconosceremmo la dolcezza degli animali e la bellezza della natura... e le annienteremmo tra enormi sensi di colpa.

- I fucili sarebbero tutti colorati, e sparerebbero proiettili a forma di cuore.

- Potreste parlare di omosessualità in un post senza ritrovarvi il blog invaso dagli annunci porno (come invece è successo a me).

- Le foto in cui vi taggano su Facebook non ritrarrebbero necessariamente il vostro volto... ma i vostri amici vi riconoscerebbero lo stesso.

- Gli scrittori emergenti sarebbero sexy. E vabbè: almeno alcuni di loro.

- Qualcuno si farebbe psicanalizzare perché non si sente gay nella misura giusta. E qualcun altro guadagnerebbe 80 euro l'ora per convincerlo ad accettare la cosa. E poi si metterebbero insieme.

- Qualcuno manifesterebbe per un minimo sindacale di molestie sul luogo di lavoro.

- Andremmo tutti a dare gli esami in minigonna o in pantaloncini corti... e piangeremmo già dal giorno prima.

- Le prostitute costerebbero molto meno, e le donne andrebbero in giro con un macchinone nella speranza di rimorchiare qualcuno.

- Ci sarebbero locali per soli etero, con tanto di Dark Room. Peccato solo che sarebbe vuota.

- Al mare, tutti guarderebbero il sedere a tutti, e incontrare una ragazza in compagnia del classico palestrato sarebbe un punto a favore.

E per chiudere:


- I commentatori anonimi mi insulterebbero comunque per aver scritto questo post. Poi però tornerebbero a scusarsi, dicendo di non sapere che cosa gli è preso.

E poi tutti insieme ci metteremmo a piangere.

Simone

06/02/09

Poesia: il contatore del mio blog.


Il contatore del mio blog.

Io scrivo ma in fondo, sapete, non è per diletto
per sfizio, lavoro, dovere e nemmeno per gioco
lo faccio soltanto per una ragione, lo ammetto:
vedere i miei bei numeretti salir poco a poco.

Se cento persone mi cliccano non m'interessa
che restino o meno dal testo stupite o ammaliate
se fossero in mille ad entrare facendo una ressa
sarei ben felice di scrivere solo boiate.

Purtroppo, di norma, davvero, non son così tanti
coloro che agguanto felice con questa mia rete
vorrei avere il primo tra i siti più grandi e importanti
ma cerca la gente con Google ben altro, sapete:

Cartoni animati
la mappa del mondo
programmi copiati
del desktop lo sfondo.

La stampa di foto
la chat per i single
i test delle moto
suonerie, toni e gingle.

Il network sociale
qualcuno che tromba
la mappa spaziale
costruire una bomba.

Un forum per gay
il gatto in bottiglia
l'affare su ebay
un viaggio a Marsiglia.

Il test per la mente
l'antivirus-scudo
un blog divertente
disegni di nudo.

Il sito del comico
ricette da forno
un libro elettronico
e il solito porno.

Tra tutta l'offerta, davvero, per me resta poco
son triste di fronte al mio numero che ormai è sempre quello
quand'ecco qualcuno per sbaglio, per pena o per gioco
mi clicca, il mio numero sale e io penso: che bello!

Simone M. Navarra
www.ilmondoquasinuovo.com

04/02/09

Anatomia I: il mio primo esame di Medicina, domani (che era ieri).

Post rapido rapido, che devo ripassare...

Domani ho Anatomia I, che non è tanto un esame (non te lo verbalizzano sul libretto) quanto il primo di 5 o 6 pezzi che servono a comporre le materie di Fisiologia e - appunto - Anatomia, che alla fine del secondo anno verranno (si spera) verbalizzate insieme dopo una prova totale globale finale, il cosiddetto oralone.

Non so perché si siano messi in testa di organizzare le cose in questa maniera e di torturarti con infinite prove, piuttosto che farti fare 2 esami e via. In ogni caso, così com'è, Anatomia I è una tragedia perchè consta in una tonnellata di pagine da sapere a memoria senza alcun aiuto esterno, visto che la prova è solo scritta e tutto quello che hai davanti è un foglio di carta. Per uno che a Ingegneria saltava le dimostrazioni lunghe pensando: speriamo che non me la chiedono, questa prova è un bel problema e insomma prima me la tolgo e meglio è... sperando che gli altri esami non siano tutti così.

Il bello di scrivere prima un post che pubblicherò dopo, poi, è che domani è già oggi e quando leggerete queste righe (adesso, insomma) l'esame sarà comunque passato e potrete chiedermi subito come è andata senza lambire anche voi nell'ansia dell'incertezza.

Sempre che ovviamente ve ne freghi qualcosa. ^^

Simone

P.S.

A giudicare dall'immagine che ho messo, se l'uomo si fosse evoluto dalla rana avrei avuto molto meno da studiare ^^.

02/02/09

Simone Maria Navarra e il viaggio nel paese dei frrrrrrrrrr... gay.

Vacanza studio a Barcellona. Ok, vacanza e basta, che tanto sai chi ci crede.

Per il fine settimana decido di fare un giro per i dintorni della città, e guardando sulla guida vengo incuriosito da una certa Sitges: città balneare molto frequentata - dice la descrizione - nonché sede di una nutrita comunità gay.

«Perché a Barcellona ce ne stanno pochi» commento io, ignaro di quello a cui stavo andando incontro. E allora prendo la mia roba e parto.

Qui ci starebbe bene una musica tipo Indiana Jones: io che entro di corsa nella stazione con lo zaino in spalla, il treno che sbuffa nuvolette di fumo (cosa impossibile oggigiorno, ma tant'è) e in cielo sopra di me appare un titolone a lettere cubitali: Simone Maria Navarra - sottotitolo - e il viaggio nel paese dei frgay.

Giunto a destinazione, scendo dal treno e mi ritrovo in un bel paesone con tanta gente, tanto sole e - come sperato - tanto mare. Sono stanchissimo dalla settimana di studio (e sangria) e senza stare tanto lì a esplorare raggiungo una delle spiaggette più defilate e mi butto a prendere il sole sull'asciugamano.

Per una buona mezz'ora me ne sto in una specie di dormiveglia, finché non riapro gli occhi e giungo alla tanto procrastinata decisione di guardarmi finalmente intorno:

Alla mia sinistra, due uomini si stanno spalmando a vicenda la crema sulla schiena.

«Gli spagnoli sono molto calorosi» rifletto. «Noi in Italia queste cose non le facciamo».

Mi volto dall'altra parte, e vedo un gruppo di ragazzi che prendono il sole accatastati uno sopra all'altro come i pezzi di quel gioco che devi togliere gli stecchini senza farli muovere. Davanti a me c'è un uomo nudo con un tribale enorme dietro al culo e più avanti, in mezzo al mare, cinque o sei ciccioni barbuti ridono contenti mentre staltano abbracciati tra loro.

Realizzo (sbagliando) che quella deve essere la spiaggia gay, e nella mia sana tolleranza multietnica-sessuale-razziale e culturare decido di muovermi al solo scopo di andare a mangiare qualcosa... e allontanarmi da quella masnada di culattoni.

Riprendo insomma la mia esplorazione di Sitges, questa volta guardandomi intorno con un atteggiamento più indagatore, e mi rendo improvvisamente conto di una cosa: a Sitges sono (quasi) tutti omosessuali.

Ci sono gay, lesbiche, trans e tutte le varie combinazioni disponibili. Vedo coppie gay con cagnetti gay al guinzaglio. Pattinatori nella corsia riservata che gridano pista, pistaaaaa! in tono effemminato. Sportivi gay che corrono all'indietro sul bagnasciuga sperando di urtare qualcosa. Mamme e papà gay spingono carrozzine ricoperte di paillettes con dentro bimbi con tutine del colore sbagliato. Anche i gabbiani battono le ali in maniera equivoca, mentre i gatti randagi maschi si strusciano tra loro in posizioni lascive.

A un tratto una tettona alta un metro e ottanta, in topless, praticamente uscita da una puntata di Baywatch richiama la mia attenzione poggiandomi una mano su una spalla.

«La mia compagna mi ha tradita con un maschio» mi dice, con sguardo malizioso. «E io voglio vendicarmi di lei!»

Io mi stringo nelle spalle.

«Mi spiace ma sono etero» rispondo, andando avanti per la mia strada.

Alla fine decido che ormai sono lì, per cui tanto vale tornare in spiaggia... magari una di quelle dalla clientela meno estroversa.

Mi faccio il bagno, e poi mi metto a prendere il sole vicino a due uomini sulla sessantina dall'aspetto sufficientemente innocuo. Sono entrambi sul pelato andante, con una bella panzetta (ok, sono dei tripponi) e con dei baffi folti che gli danno un'aria simpatica. Sembrano quasi fratelli, e il fatto che sono quasi sicuramente sposati li rende in ogni caso parenti molto stretti.

Mentre ancora li osservo, uno dei due signori scrolla via un po' di sabbia dai baffi del - ehm - marito. Poi lo guarda negli occhi, gli fa un carezza, e a me sembra un gesto bello. Troppo bello, per essere una cosa brutta.

Più tardi rientro a Barcellona, e la sera mi incontro con il gruppo di amici che ho conosciuto lì.

«Sitges està piena de ricchiones» gli dico, in un meta-linguaggio a metà tra il romanaccio e lo spagnolo. «Porqué no me avete avvisados?»

«Noi veramente eravamo convinti che ci andassi proprio per quello» è la risposta degli altri.

E vabbe', del resto è anche normale: sono uno scrittore sensibile, di bell'aspetto e dai modi gentili...

Dovevo aspettarmi che mi prendessero per ricchione.

Simone