Insomma eccovi quello che ho più o meno in mente, e poi a voi la parola:
Titolo: a volte succede davvero.
Genere: romanzo drammatico/tragico/comico. Sarebbe tipo Primo Mazzini, per intenderci, però non di fantascienza ma (più o meno) realistico.
Sinossi super sintetica:
L'editore di una piccola casa editrice è sul punto di divorziare, sta per andare fallito e viene abbandonato da amici e collaboratori.
Prendendo l'occasione da un intervento chirurgico si fa dare per morto, dopo di che vive per giorni/mesi/anni (ancora non ho deciso) come un senzatetto, mentre scrive il romanzo che sognava di scrivere da una vita.
Tornato a una vita normale (per motivi ancora da definire) si renderà artefice di un gesto eroico, e intervistato in diretta televisiva sfrutterà l'occasione per pubblicizzare il proprio libro.
Stile/tono del libro:
Si tratta di una storia estremamente drammatica: una persona cinica e sola (l'editore protagonista) ha un divorzio in corso, sta per andare in bancarotta e viene abbandonata da tutti nel momento in cui deve affrontare un intervento chirurgico per una malattia che quasi certamente lo ucciderà.
Solo che poi la situazione si risolve in modo inaspettato, alleggerendo l'aspetto drammatico. Il lato comico, o comunque ironico, è dato dall'assurdità dei personaggi e dalle loro azioni.
Momenti salienti:
- L'operazione chirurgica a cui si sottopone l'editore è per la rimozione di un tumore che si rivela inesistente per via di un errore medico. Il protagonista si offre di non denunciare nessuno a patto che dicano a tutti quelli che lo cercheranno che è deceduto durante l'operazione.
- Durante l'intervento il chirurgo apre la scatola cranica del protagonista, ci guarda dentro, vede che non c'è nulla e che si sono sbagliati e inizia a fare a pezzi la sala operatoria in una specie di attacco d'ira. Il chirurgo immaginatevelo tipo il cattivo del silenzio degli innocenti, o come un Devon Rex (personaggio di Primo Mazzini) violento e arrivista.
- In apertura della storia il protagonista prende in giro il manoscritto di un'autrice sconosciuta che in prima pagina ha scritto "pubblicare un libro è sempre stato il sogno della mia vita" e poi lo butta nel secchio della spazzatura. "A volte succede davvero" potrebbe essere il titolo del libro in questione.
Alla fine della storia, l'editore torna nel proprio ufficio (abbandonato dal giorno della sua "morte") in cerca di qualcosa da pubblicare al volo per sfruttare l'improvvisa notorietà. Prende dal cestino il manoscritto che stava ancora lì dentro e lo mette tra le cose da pubblicare (senza nemmeno aver mai letto oltre la prima pagina).
- Non so ancora per quale motivo il protagonista torna alla vita "normale". Probabilmente incontra un suo ex-collaboratore che lo spinge verso l'esperienza "risolutiva".
- Uno degli autori della casa editrice fallita diventa famoso, e il suo libro riempie la vetrina di una libreria. Da senzatetto, l'editore commenta con la gente che gli dà l'elemosina "quell'autore l'ho lanciato io!".
- L'editore diventa una persona nota con una scena simile: c'è un incendio, o un incidente mentre lui si trova in un asilo/reparto maternità e salva da solo 10-20 ragazzini con qualche sistema assurdo (li mette dentro un enorme sacco della biancheria o in un carrello della spesa, e poi con le fiamme che divampano ovunque li cala dal settimo piano con una corda o qualcosa di altrettanto inverosimile).
- Dopo diversi mesi dalla "morte" del protagonista, l'ex moglie entra nella sua casa decisa finalmente a prenderne possesso, specificando a qualcuno che il suo ex marito era una persona orribile e che per fortuna era morto. L'editore però vive ancora lì dentro, tutto sporco e trasandato come un barbone (immaginate che non lavora e non ha soldi, e vive nella casa di sua proprietà senza corrente, acqua ecc) e caccia via gli intrusi gridando "via dalla mia casa!" come se fosse un fantasma.
Ok. Insomma, per il momento non è molto, ma alcune idee mi piacciono. La scelta di ambientare tutto nel mondo editoriale (qualsiasi altra realtà lavorativa sarebbe stata analoga) è un po' per puntare ancora su un argomento che mi pare possa interessare a qualche editore, e un po' perché parlare di romanzi e successi editoriali più o meno fortuiti è sicuramente più interessante di una storia in cui viene firmato un contratto per un servizio bancario, pulizie serali o forniture di materiali.
Insomma, che dite: vale la pena di lavorarci un po' sopra?
Io spero di si ^^.
Simone
